[20220318] Youngjae’s IG story
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[20220318] Youngjae’s IG story
ok, cose di cui parlavo,
ho avuto delle “rivelazioni” più o meno, un po’ deludenti. cerco di elencarle per vedere come mi sento dopo. tu, la persona che avevo tanto idealizzato dentro di me, a cui tanto ho voluto bene, sei in parte una persona molto lontana dai miei ideali. non sei un episodio speciale come ti ho accarezzato negli anni, ma non è un problema, perché è stata una cosa importante per me, e va bene così.
punto due: k, tanto tempo a volerti bene, anche tu, e invece questo bene ti stava “facendo del male”. l’unico rapporto sul quale non mi ero mai fermata a pensare. mi ha lasciata veramente senza parole, mi sono sentita un po’ sola, un po’ ingenua. è molto difficile non farsi male, e difficile è essere apprezzati. altra cosa è il lavoro al sdg. mi piaceva lì, era una speranza, un piccolo posto mio, un piccolo tassello nella mia crescita. ho un problema con gli allontanamenti, ho paura, era una cosa facile lì. altra cosa è stata il professore, l’ansia degli esami, l’odio verso qualcosa che non mi soddisfa. ultima, la più difficile, il dire cosa vorrei essere. ho questo pensiero ora, che diventare m potrebbe mettere a tacere definitivamente questo mio senso di essere al posto sbagliato, di aver fatto la scelta sbagliata per anni, senso di insoddisfazione e finalmente brillare in un ruolo importante, complesso, onorevole, ambizioso che mi darebbe un potere grandissimo. purtroppo mi sento in colpa a dirlo, ma a me il potere piace, avere un potere piace molto. però di questo pensiero ho paura perché non so quanto è reale, non riesco a capire fino in fondo e dentro di me sono mangiata dal senso di colpa e dalla paura. ho paura anche di dirlo perché mi sento ridicola. ho paura perché avevo questa sensazione anche con g, ma poi mi faceva stare male qualcosa e infatti così è adesso. ho tanta paura che tu non possa capirmi. che cosa difficile pagare qualcuno perché ti aiuti a capire le cose. sono terrorizzata. tutto questo tempo perso, se fosse davvero quella la cosa giusta per me. io divido il mondo in giusto e sbagliato, non puoi cambiare il mio modo di pensare. ho tanta paura, mi sento sempre al punto di partenza. darei un dispiacere a mia mamma, tutti i soldi, tutte le cose... ma è sempre così quando mi si fissa un pensiero in testa, mi lacera fino a quando non si avvera o fino a quando non tramontano definitivamente le possibilità di avveramento. ho tanta paura, ma ho voglia di splendere. non so se è tutta una convinzione spinta solo per averne una o se invece ha un fondamento. sono terrorizzata, mi sento come dovessi confessare un omicidio. perché provo vergogna? perché so che è un capriccio? perché so che è falso? ho paura. tantissima. ho bisogno delle relzioni sociali per affrontare tutto. ho bisogno di trarre energia dalle relazioni, ho bisogno di sentirmi forte e ho tanto bisogno di capirmi, questa cosa mi logora, io non ne posso veramente più di non sapere chi sono, di non sapere niente di me. voglio avere un ruolo, voglio essere qualcuno, sai che incredulità a laurearmi ed essere diventata qualcuno? non riesco a crederlo neanche possibile, deve essere bellissimo, un sogno arrivare lì. essere qualcuno, avere quel potere, quella sicurezza. un altro pensiero ricorrente è che doveva essere abbastanza ovvia la scelta giusta fin dall’inizio: e cioè: la scelta migliore. si fa sempre la scelta migliore e per me la migliore è la più alta. in linea di continuità con quello che ho sempre fatto, tedesco, classico, medicina.
giurisprudenza mi piaceva per l’altolocazione in cui la inquadravo. ora non mi piace più così tanto. li sento appartenermi poco gli argomenti. alcune cose anche mi piacciono. ecco non sono mai convinta, questa convinzione mi è sempre mancata negli ultimi anni, adesso forse è un po’ diversa. un po’ perché mi ci sento sola in questa indecisione, nel senso che anche prima lo ero, ma adesso la isolo nella stanza con me e me la porto dentro cercando di non farla uscire. prima c’eri tu, eri il mio cuscino di sfogo per ogni ansia nuova che arrivava. sei ancora un grande sostegno, ma un po’ di meno. Non sai tante cose di me adesso. I pensieri che mi fanno stare male non li sai più. Ti immaginavo lontano da me per stare bene, per essere davvero libera, per cambiare davvero ogni paradigma, perché ne sentivo e ne sento tanto bisogno. ad oggi sei a qualche passo di distanza, non sei ancora dove ti vorrei, però diciamo che va bene così, forse temporeggio o forse davvero non è il momento giusto di fare questa cosa. ho provato tanto tempo a farla. non voglio nessun ragazzo con me ora, gli darei solo tanto disequilibrio e non potrebbe penetrare le barriere di schermo che anteporrei tra me e lui.