Adam Christensen — Sweet Surrender
La performance di Adam Christensen si intitolava “Sweet Surrender” (Dolce resa). Per scoprire perché, leggete il report di Eleonora Numico, che interpreta così tutte le conferenze del ciclo OGR YOU di quest’anno.
Adam appoggia la testa alla fisarmonica e guarda le sue dita muoversi sulla tastiera, le sue gambe aprirsi e chiudersi assecondandola. L’ha lasciata tre anni nella sua stanza prima di prenderla in mano e anche quando ha deciso di provare a suonarla non ha mai fatto corsi per imparare. La muove seguendo il flusso dell’emozioni e dell’energia che ha dentro.
Fa un respiro profondo e inizia a cantare. La voce sale lungo il collo e fino alle labbra, facendogliele vibrare, poi esce potente dalla sua bocca. Non si disperde nella sala, non perde la sua intensità mentre colpisce, una ad una, le persone che, sedute di fronte a lui, lo stanno ascoltando.
A volte smette di suonare la fisarmonica, alza la gamba destra e batte il tacco delle sue scarpe gialle contro il pavimento del palco e lascia che sia quel ritmo secco ad accompagnare la sua voce.
Le sue parole raccontano di emozioni forti, di desideri e dolori, tratteggiano una vita complicata.
«Fare musica e interpretare le mie canzoni con la fisarmonica — ha spiegato Adam Christensen prima di cominciare la sua performance — è un modo semplice per fare passare al pubblico i miei testi, per far arrivare il contenuto senza filtri e mediazioni».
Adam ha raccontato che la sua prima esibizione è stata nel 2007 durante il saggio di fine anno della scuola di arte che frequentava. Per l’occasione aveva realizzato un film e al termine della proiezione ha interpretato una brano musicale.
La sua carriera è incominciata nel mondo del cinema ma poi Adam ha deciso di lasciarsi quel mondo alle spalle e sperimentare la creazione dei veri e propri oggetti, con una loro autonomia. Tra le sue creazioni ci sono delle grandi tele di stoffa che raffigurano corpi di donne e che riprendono simbologie antiche. Le ha mostrate al pubblico prima della performance e poi le ha appese sugli schermi ai lati del palco, lasciando trasparire la luce tra i fili del tessuto.
Ora realizza performance, testi, tele di stoffa e fa parte del progetto musicale Ectopia.
















