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L'LHC Alice per la ricerca e lo studio del big bang primordiale
ALICE nel paese delle meraviglie del big bang. Alcuni milionesimi di secondo dopo il big bang, l'intero universo era colmo di un plasma composto da quark e gluoni, costituenti fondamentali della materia e della forza nucleare. Il collisore Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra è il più grande acceleratore di particelle mai realizzato, capace di accelerare protoni e ioni pesanti fino a energie ultra-relativistiche. Grazie alle collisioni di ioni pesanti come nuclei di piombo, LHC è in grado di riprodurre in laboratorio un “little bang”, ossia condizioni di altissima temperatura (trilioni di gradi Celsius) e densità, simili a quelle che diedero origine al plasma primordiale di quark e gluoni. Il rivelatore ALICE (A Large Ion Collider Experiment) di LHC riesce a identificare le decine di migliaia di particelle che originano dal decadimento della bolla (fireball) di plasma nucleare creato a ogni collisione. Queste misure forniscono un’enorme quantità di informazioni (diversi petabyte di dati ogni anno), che rivelano dettagli che vanno dal funzionamento dell'universo primordiale alle caratteristiche della forza nucleare forte, dal meccanismo di produzione degli adroni fino allo studio delle stelle di neutroni. In pratica, l'esperimento ALICE è come un "telescopio" sotterraneo puntato su un big bang ricreato in laboratorio da quella straordinaria “macchina del tempo” che è l'acceleratore LHC del CERN. Nei prossimi tre anni di attività LHC opererà con un ulteriore innalzamento sia di energia che di frequenza delle collisioni. La ripartenza è prevista per febbraio 2022 ma già a ottobre di quest'anno ci saranno prime collisioni di test. Oltre a LHC, anche gli apparati sperimentali sono stati potenziati. In particolare, in ALICE i due principali rivelatori traccianti sono stati sostituiti o modificati anche con il contributo determinante dell'Italia. L’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) ha svolto un ruolo essenziale in questo programma realizzando una parte consistente del tracciatore interno (quello più vicino al punto di collisione) che si caratterizza per un’innovativa tecnologia di sensori a pixel di silicio di enorme risoluzione (12.500 megapixel in totale) e flessibilità, in grado di scattare fino a 50.000 fotogrammi al secondo. Questa tecnologia ha anche importanti risvolti pratici: può essere sfruttata per un vasto campo di applicazioni (con particolare riguardo alla medicina nucleare in campo oncologico). Federico Ronchetti è fisico nucleare al CERN, ALICE Run Coordinator (Credit video, cortesia ALICE Experiment/CERN) Read the full article
Nuova particella "esotica" scoperta al Cern di Ginevra
Cern, osservato un nuovo tipo di tetraquark. La scoperta della particella composta da quattro quark charm grazie alla collaborazione internazionale dell'esperimento LHCb che opera all'acceleratore LHC del Cern. Un nuovo tipo di tetraquark è stato osservato per la prima volta grazie alla collaborazione internazionale dell'esperimento LHCb che opera all'acceleratore LHC del Cern. La scoperta della particella composta da quattro quark charm è annunciata da uno studio su arXiv. Il risultato costituisce un importante passo avanti nella comprensione di come i quark si legano tramite interazioni nucleari forti all'interno di particelle composte, note come adroni, alla cui famiglia appartengono anche i protoni e i neutroni, costituenti dei nuclei atomici. Nei casi comuni, i quark si legano in coppie (mesoni) o tripletti (barioni), ma l'esistenza di particelle più complesse costituite da quattro quark (tetraquark), cinque quark (pentaquark) o più, non è, in linea di principio, proibita dalla teoria, sebbene siano stati necessari decenni di ricerche per poterne identificare pochi esempi. I quark già noti si legano in coppie (mesoni) o tripletti (barioni), ma l’esistenza di particelle più complesse costituite da quattro quark (tetraquark), cinque quark (pentaquark) o più non è esclusa dalla teoria, anche se ci sono voluti decenni di ricerche per poterne identificare pochi esempi. Read the full article
Le condizioni fisiche dell'Universo durante il 'primo' microsecondo
Le condizioni fisiche dell’Universo durante il ‘primo’ microsecondo
Grazie ad una serie di simulazioni che furono proposte inizialmente circa sette anni fa con un supercomputer, un gruppo di ricercatori del Lawrence Livermore National Laboratory hanno riprodotto le condizioni fisiche iniziali che hanno caratterizzato la nascita dell’Universo.
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Confermata l'esistenza di una particella esotica composta da 6 quarks
Confermata l’esistenza di una particella esotica composta da 6 quarks
For a long time, physicists were only able to reliably verify two different classes of hadrons: baryons and mesons. Experiments performed at Jülich’s accelerator COSY have now shown that, in fact, another class of exotic particles made up of six quarks exists. Source: Forschungszentrum Jülich/SeitenPlan
Per decenni, i fisici hanno tentato in vano di identificare un particolare legame che…
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You've got these subatomic particles accelerated at great speeds for the sole purpose of being destroyed. No one thinks of the ethical implications of this. There's a limited supply of hadrons in the universe. Do we just want to go around destroying them? What if we run out? What if the hadrons can feel pain? Will we look back at this hundreds of years from now and regret it? Kinda like we do with the killing of bacteria with antibiotics now. [That the idea is "patently ridiculous" is also] what they said about the other group I founded, Mothers Against unDead Drivers, which warns people of driving while a zombie, but they'll see.
Tia Aumiller, founder of People for the Ethical Treatment of Hadrons (PETH) via BBspot