"Le vie della parola non sono finite" di Alberto Marubbi: la divertente serietà dei giochi linguistici
Alberto Marubbi è un fotografo e illustratore di talento dagli innumerevoli interessi. Tra questi rientra la passione per un genere letterario affascinante quanto particolare: la “ludolinguistica”, di cui è profondo conoscitore e avido lettore e che lo vede cimentarsi anche come apprezzato autore. La ludolinguistica si caratterizza non per l’argomento, sotto questo profilo la si può considerare appartenente alla narrativa in senso lato, ma per il “modo” di raccontare, basato sul “calembour”, ovvero la scomposizione e ricomposizione, grafica e semantica, delle parole e delle frasi ricercandone un significato del tutto nuovo e piacevolmente spiazzante. Si tratta di un “gioco”, come indica la radice “ludo” del nome, ma non futile, per la ricchezza degli echi e delle corrispondenze che riesce a creare, stimolando la riflessione e la capacità di scavare sotto la superficie del linguaggio.. RINO: Caro Alberto, ho visto che oltre a LE VIE DELLA PAROLA NON SONO FINITE, Edizioni della goccia, uscito qualche mese fa, hai pubblicato un altro testo di giochi linguistici. Mi riprometto di leggerlo! Sbaglio o la tua passione per l'esplorazione delle sfaccettature del linguaggio è più antica? ALBERTO: Non sbagli affatto! Gli studi classici indubbiamente mi hanno agevolato, ma tutto è iniziato una quindicina di anni fa. Il primo libro in tal senso (LE VIE DELLA PAROLA SONO INFINITE, Ennepilibri) è datato 2008. Read the full article












