Scrivo dalla pausa pranzo: qualcuno di voi è intollerante al lattosio? Come ci si comporta? La domanda è rivolta a coloro che abitano in un piccolo paese, con poca scelta di "materia prima" da comprare, a partire dalla colazione.
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Scrivo dalla pausa pranzo: qualcuno di voi è intollerante al lattosio? Come ci si comporta? La domanda è rivolta a coloro che abitano in un piccolo paese, con poca scelta di "materia prima" da comprare, a partire dalla colazione.
@stayawaymuggles
“Non lasciate che la Giornata termini senza essere cresciuti un po', senza aver Sorriso molto, senza aver alimentato i propri sogni. Non fatevi vincere dallo scoraggiamento. Non permettete a nessuno di togliervi il diritto di Esprimervi, che è quasi un dovere. Non desistete dal Desiderio di rendere la vostra Vita Straordinaria.”
— Walt Whitman
I poveri sono falliti e i ricchi sono radical chic: così Salvini non risponde mai nel merito a chi lo critica
I poveri sono falliti e i ricchi sono radical chic: così Salvini non risponde mai nel merito a chi lo critica
Piccolo decalogo di come certa destra sovranista evita chirurgicamente di rispondere nel merito di qualsiasi questione venga sollevata e si impegni semplicemente a sollevare fumo. Salvini è come il Brucaliffo che annebbia il dibattito per spostare un confronto dal cervello agli sfinteri, per schiacciare la politica a frugale solletico dei villi intestinali quel tanto che basta per alimentare…
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“Lei è fatta di fuoco, bellissimo e accecante fuoco. E il suo fuoco deve essere alimentato, non ridotto a una tiepida brace. È di questo che ha bisogno: di benzina, di legna, di aria... di qualcuno che sia talmente affascinato dalla sua fiamma da esser disposto a tutto per lasciarla splendere“
Non è importante quale sia il tuo credo (non) religioso, politico, filosofico, alimentare, o di qualunque altro campo...
L'errore più grande che tu possa fare è imporlo forzatamente agli altri.
L’Abbuffata
Quanto sale l’abbuffata ci sono poche cose con cui la si può arginare.
E’ un pensiero urente.
Sembra uno di quegli sciami di moscerini che si possono incontrare in campagna, soprattutto d’estate, quelli che per quanto tu possa agitare le braccia non riesci a scacciare.
Il pensiero di buttarsi sul cibo come una furia è molto simile.
Io di solito mi dico: “Mangio solo una cosa poi basta”, perché nella mente confusa di chi ha un disturbo alimentare il controllo del cibo è la cosa più importante. Almeno, lo è per me.
Non è tanto una questione di non mangiare, sebbene possa essere tranquillamente anche quello, la questione è riprovare a se stesse di essere in grado di smettere a comando, quasi come se il cibo fosse una droga, come se io fossi una sorta di tossica al contrario che gode dell’astinenza.
Certe volte mi vedo da fuori e penso che sono davvero pazza, mi chiedo come è successo che io non riesca ad avere un rapporto di equilibrio con il cibo, come io riesca in eccesso o restrizione a farne solo una malattia. Mi chiedo perché a me, tantissime volte, e io non sono un caso grave, vorrei sottolinearlo, ma mi chiedo lo stesso perché a me non è stata concessa la serenità di mangiare un gelato senza sentirmi in colpa, mi chiedo perché io non sono nata magra come tutte le mie amiche, come se poi fosse un quesito sensato.
E’ una domanda stupida. Una domanda stupida e pretenziosa perché in sé cela l’incolparsi di qualcosa.
Essere grassi o in sovrappeso non è un delitto e non merita un castigo.
Non è una colpa, non è un reato, non è una maledizione.
E’ una condizione fisica.
Reversibile.
Sì l’ho detto. E stento quasi a crederci.
Temo sia la cosa più sensata sull’argomento che sia riuscita ad uscire dalla mia testa da anni, è quello che direi ad una mia amica se venisse da me a cercare conforto.
“Non hai nessuna colpa da espiare”, questo le direi.
Non arrendetevi. Lo so che fa male, ma fate bruciare la speranza, se continuerete ad alimentare quel fuoco non smetterete mai di brillare.
- Serena P. (unaragazzadadifesa)