Per qualsiasi affare internazionale la nostra premier va a scodinzolare e a prendere ordini da Trump, il leader della Lega, nonché ministro alle Infrastrutture e pure vicepremier tifa spudoratamente per Putin e in passato è andato a Mosca con una delegazione del suo partito col cappello in mano, per ciò che riguarda l’economia internazionale non osiamo sfiorare gli interessi delle multinazionali e dei vari Musk, Bezos e Zuckerberg, tremiamo persino all’idea di incarcerare un criminale libico come Almasri, e quando questo succede perché il tizio è colpito da un mandato di cattura internazionale, lo scarceriamo con tante scuse e servilmente lo accompagniamo a casa con l’aereo di Stato … e poi si dicono sovranisti: padroni a casa nostra (e qualcuno è ancora convinto di avercelo duro).
Si piegano fino a 90° con i forti, poi fanno i duri con la magistratura che li incrimina perché hanno scarcerato un criminale internazionale e hanno usato un aereo di Stato per accompagnarlo a casa sua. Addirittura Giorgia Meloni mostra di avercelo più duro di tutti sfidando il Tribunale dei Ministri per aver archiviato la sua posizione, dopo averla in precedenza iscritta nel registro degli indagati.
Lei rivendica orgogliosamente la decisione presa nel caso di Almasri, ora se il Tribunale ha archiviato la Meloni temendo che sarebbe stato difficile, se non impossibile dimostrare il suo coinvolgimento, adesso ne abbiamo la confessione pubblica.
Ma se si dovesse procedere anche contro di lei, oltre che contro Nordio, Piantedosi, e Mantovano, cadrebbe l’intero governo.
















