Fulvio Fontana satira
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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
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@ginogirolimoni
Fulvio Fontana satira
Mi mancano i capelli. Per il resto, papale papale 😎🩶.
Potresti sostituire: "i capelli un po' come vengono" con:"i capelli un po' come vanno". :-) Anche a me, parafrasando Elisabetta Viviani quando cantava Heidi, "i capelli mi fanno ciao" :-)
Mosaic of "Dionysus Riding a Leopard" c. 180 AD. House of Masks. Delos, Greece
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Un altro pronto per Vannacci
CHI È GILBERTO CAVALLINI
È in corso da qualche settimana una campagna vergognosa per far riottenere la semilibertà allo stragista e pluriomicida fascista Gilberto Cavallini. Forse non tutti sanno davvero chi sia. Qui di seguito una breve scheda delle sue imprese criminali per chi ha la memoria corta.
Gilberto Cavallini, classe 1952, milanese di nascita. Cresciuto in una famiglia fascista con il mito dello zio paterno Guido, milite della Guardia Nazionale Repubblicana, giustiziato nei giorni della Liberazione di Milano e sepolto al Campo X del cimitero Maggiore, il campo dei caduti della Rsi, prima di divenire uno dei killer dei Nar aveva militato nel Msi.
Gilberto Cavallini è stato condannato in via definitiva a nove ergastoli, l’ultimo nel 2025 per aver fattivamente contribuito alla preparazione della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti e 200 feriti), la più grave nella storia della Repubblica.
Lunghissima è stata la scia di sangue che si è lasciato alle spalle. Questo l’elenco degli omicidi di cui si è reso responsabile:
del compagno Gaetano Amoroso a Milano il 27 aprile 1976;
del poliziotto Francesco Evangelista, a Roma, il 28 maggio 1980, davanti al liceo Giulio Cesare, con Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Giorgio Vale e Luigi Ciavardini;
del giudice Mario Amato a Roma, con la collaborazione di Luigi Ciavardini, il 23 giugno 1980;
del pregiudicato Cosimo Todaro e della ballerina greca Marie Paxou, con Mauro Addis, il 30 ottobre 1980 a Redecesio, nelle vicinanze di Milano, per un litigio circa la spartizione del bottino di una rapina;
del brigadiere dei carabinieri Ezio Lucarelli, insieme a Stefano Soderini, il 26 novembre 1980, in una carrozzeria di Lambrate;
di due carabinieri, Enea Codotto e Luigi Maronese, il 5 febbraio 1981, duplice delitto commesso con i fratelli Fioravanti, Cristiano e Valerio, Francesca Mambro e Giorgio Vale;
degli agenti Carlo Bonantuono e Vincenzo Tumminello il 19 ottobre 1981 a Milano, insieme a Walter Sordi e Alessandro Alibrandi. Il commando era arrivato in città per eliminare Giorgio Muggiani, un noto fascista confidente della questura. Nei pressi dell’abitazione del Muggiani, in via Vallazze, furono però intercettati da una pattuglia della polizia. Ne seguì un conflitto a fuoco. I due agenti, investiti da diversi colpi, morirono sul colpo, un terzo riuscì a fuggire;
del capitano di polizia Francesco Straullu e dell’agente Ciriaco Di Roma nello stesso mese di ottobre, il 21, ad Acilia nei pressi di Roma con un gruppo di fuoco dei Nar, presenti tra gli altri Alessandro Alibrandi, Giorgio Vale, Francesca Mambro e Stefano Soderini.
Cavallini, nel suo passato, aveva già ottenuto la semilibertà, nel giugno 2001, anche grazie a un altro ex Nar, Pasquale Guaglianone, che gli aveva procurato un lavoro come impiegato presso il Jolly Sport Club, un circolo sportivo di Novate Milanese di sua proprietà. Venne nuovamente arrestato la sera del 16 dicembre 2002 per una serie di rapine a gioiellerie e istituti di credito. Da mesi la squadra mobile della Questura di Milano era sulle sue tracce. «Ringraziate Dio che la pistola l’avevo nello zaino, non vi avrei mai permesso di rimettermi in galera». Sembrerebbero siano state queste le sue uniche parole. Nel suo zainetto, in effetti, gli agenti trovarono una Beretta 98 FS con la matricola abrasa, il colpo in canna e senza sicura, più 50 proiettili.
Osservatorio democratico sulle nuove destre Italia
Mithras and the bull, fresco from Temple of Mithras, Marino, Italy, dated 2-nd AD
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Ma cosa ha prodotto tutto questo? Non siamo diventati stupidi all’improvviso. Questa non è solo una crisi culturale: è un addestramento sistematico che premia l’idiozia ed esalta l’ignoranza.
Io vengo da un tempo in cui le parole pesavano. Prima di parlare si ascoltava, prima di giudicare si cercava di capire. Negli ultimi decenni invece ho assistito a un progressivo imbarbarimento non dirò della cultura, ma proprio dell’essere umano. I social media ne sono l’esempio perfetto. I social non informano: eccitano. Non spiegano: semplificano. Non creano il dialogo: mettono gli uni contro gli altri.
Sono lo specchio di una società che ha reso ridicola la critica, sospetto il dubbio, noiosa la competenza. Ci vuole una resistenza quasi eroica per sottrarsi a tutto questo. In un mondo che ti vuole stupido, pensare è già una forma di disobbedienza. Perché mentre tutto spinge verso l’idiozia, pensare resta l’ultima forma di resistenza.
Umberto Eco
"Viviamo, mia Lesbia, e amiamo,
e i rimproveri dei vecchi troppo austeri
tutti insieme non stimiamoli un soldo.
Il sole può tramontare e tornare;
ma noi quando cade la breve luce della vita,
dobbiamo dormire una sola interminabile notte.
Dammi mille baci, poi altri cento,
poi altri mille, poi ancora altri cento,
poi di seguito altri mille, poi di nuovo altri cento.
Quando poi ne avremo dati migliaia,
confonderemo le somme, per non sapere,
e perché nessun malvagio ci invidi,
sapendo che esiste un dono così grande di baci".
Gaio Valerio Catullo
Matt Berninger
Happy 4th of July! Oh and enjoy the celebrations!
I "lefreviani" sono i FdI della chiesa cattolica: ne condividono gli stessi principi, sono omofobi, razzisti, sessisti, ..., non si fanno mancare niente del corredo che dovrebbe avere ogni fanatico integralista. Oggi hanno sfidato la "Sede Centrale" (il Vaticano) ordinando quattro nuovi vescovi contro il parere del papa, dando inizio ad uno scisma.
Nella giornata mondiale per le vittime di tortura facciamo nostre le parole del Procuratore Sergio Colaiocco
"Regeni non è solo il nome di una vittima, è diventato il nome universale di domanda di giustizia“
Con Paola Claudio e Alessandra.
da Giulio Siamo Noi