Ci scoprimmo proprio in questo periodo io e lui.
Ci conoscevamo da anni ormai,all’incirca tre,ma nessuno dei due si era mai soffermato sull’altro.
Quelle poche volte che parlammo accadde di sfuggita,sempre un “come stai?” con un “tutto bene” di risposta,perché non andresti mai a dire ad un perfetto sconosciuto quanto dentro di te tutto si stia facendo a pezzi.
Successe così raramente in quei due anni che non ebbi mai l’occasione di soffermarmi sui suoi occhi.
Lo feci un pomeriggio,eravamo gli unici due coraggiosi ad affrontare la neve giusto per il gusto di una sigaretta,lui ad un estremo e io ad un altro del cortile.
Non so cosa accadde in quel momento,forse non mi resi nemmeno conto di cosa mi ero soffermata ad osservare mentre mi rintanavo nei miei pensieri.
Fu come risvegliarsi da un incubo e trovare le braccia della salvezza attorno al corpo.
Io mi risvegliai proprio davanti ai suoi occhi.
Totalmente neri,come la notte,come la paura,totalmente neri,esattamente come i miei,forse per lo stesso dolore che nascondevano all’interno,forse per una casuale coincidenza della vita.
A me bastò quella impensabile coincidenza per scordare tutto,per perdere tutto.
Mi sentii un foglio bianco in quel momento,completamente spoglia di tutto,e una penna in grado di stabilire un nuovo cammino.
Lo volevo,dio quanto lo volevo.
E non come si vuole una scopata
O una storia per passare il tempo,desideravo solo affondare il viso nel suo collo,aspirare a pieni polmoni il suo profumo,prenderlo per mano e condividere da quel momento la mia vita incasinata con lui.
Perché si sa che la persona giusta è quella che,pur essendo più incasinata di te,si prende metà delle tue croci,dei tuoi casini,cerca di trovare i vuoti da riempire.
Ecco;io ero un puzzle incompleto e lui portava con se,da una vita,i pezzi per completarmi.
-iltuonomeriempiecasa