Toscana Liberty, tra Chini, terme e costa la Belle Époque torna a parlare al presente
Toscana Liberty, tra Chini, terme e costa la Belle Époque torna a parlare al presente
Dall’8 al 14 luglio Art Nouveau Week 2026 attraversa Firenze, Viareggio, Montecatini, Livorno, Pisa, Lucca, Pistoia, Siena, Montevarchi e la Maremma: visite, convegni, mostra, disegno dal vero e sculture di sabbia nel segno dell’Art Nouveau
C’è una Toscana Liberty che vive accanto alla Toscana più celebrata, quasi in controluce. Non è quella dei grandi fondali rinascimentali, delle cupole e delle piazze da manuale, ma quella dei villini borghesi, delle terme, delle maioliche, dei lungomare, delle insegne storiche, dei ferri battuti, delle facciate decorate, delle vetrate e delle architetture nate tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento. È questa Toscana meno ovvia, elegante e sorprendente, che Art Nouveau Week 2026 porta al centro del programma regionale dall’8 al 14 luglio, dentro il festival internazionale promosso dall’associazione Italia Liberty e curato dal professor Andrea Speziali. Il calendario coinvolge Borgo San Lorenzo, Buonconvento, Calenzano, Cecina, Firenze, Follonica, Grosseto, Livorno, Lucca, Montecatini Terme, Montevarchi, Pescia, Pisa, Pistoia, Siena, Talamone e Viareggio, costruendo una geografia fitta del Liberty toscano tra restauro, termalismo, costa e arti applicate.
A dare un ulteriore valore simbolico alla manifestazione c’è anche il francobollo celebrativo “L’Art Nouveau in Italia”, prodotto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito della serie tematica “Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano”. Si tratta della prima emissione nella storia postale italiana dedicata all’Art Nouveau, un riconoscimento istituzionale che celebra la stagione Liberty come parte integrante dell’identità culturale del Paese. Il bozzetto è stato realizzato dall’artista Andrea Speziali, curatore del festival e presidente dell’associazione Italia Liberty.
Il tema generale dell’edizione 2026, “Il Mare”, in Toscana assume molte forme. È il mare reale della Versilia, di Cecina, di Talamone, di Livorno e della Maremma; è il mare termale di Montecatini, dove l’acqua diventa architettura, benessere e mondanità; è il mare simbolico delle arti applicate, delle superfici fluide, delle spirali, delle maioliche, delle linee curve e delle decorazioni organiche. In questa regione l’Art Nouveau non è un episodio marginale, ma una costellazione di linguaggi che attraversa città d’arte, borghi, stabilimenti termali, villini di villeggiatura e luoghi della memoria.
Il cuore scientifico del programma è a Firenze, giovedì 9 luglio, al Museo del Restauro dell’Istituto per l’Arte e il Restauro, con il convegno “Il restauro e la conservazione dell’eredità Art Nouveau”. È uno degli appuntamenti più significativi perché affronta il Liberty non solo come patrimonio da ammirare, ma come eredità fragile da studiare, restaurare e trasmettere. Dopo i saluti di Emanuele Amodei, Alberto Rui e Andrea Speziali, il programma mette insieme studiosi, restauratori e specialisti attorno a temi cruciali: la Dichiarazione di Torino del 1994 sulle linee guida per il restauro delle architetture Art Nouveau, le Terme del Corallo a Livorno, l’ornamento nell’arte iraniana e i suoi legami con l’Art Nouveau, Klimt e il Liberty europeo, i dipinti murali di Galileo Chini, il restauro dei prospetti del Palazzo degli Ambasciatori di Gino Coppedè a Roma, la ceramica Liberty del Novecento e la geometria segreta nell’ombra di Gaudí.
In Toscana il nome che attraversa l’intero racconto è naturalmente Galileo Chini. A Borgo San Lorenzo, mercoledì 8 luglio, la visita “Nel cuore di Galileo Chini” apre il programma regionale con un percorso dedicato all’arte tra Liberty e Déco, nel settantesimo anniversario della scomparsa dell’artista. È anche un ritorno ideale allo spin-off “Chini 100”, promosso nel 2022 dall’Associazione Italia Liberty, e conferma il ruolo del Mugello come luogo necessario per comprendere la nascita e la diffusione del Liberty toscano. Chini non è soltanto un autore da celebrare, ma una chiave di lettura: ceramica, pittura murale, decorazione, termalismo e gusto internazionale si incontrano nella sua opera, facendo della Toscana uno dei laboratori più raffinati dell’Art Nouveau italiana.
Firenze, città apparentemente dominata dalla sua eredità medievale e rinascimentale, diventa invece una delle grandi sorprese del festival. Mercoledì 8 luglio, con “Meraviglie floreali tra villini e palazzi fiorentini”, il pubblico viene accompagnato in una Firenze meno battuta, lontana dalle rotte consuete. Il percorso parte da Piazza Ognissanti e incontra il Villino Vichi, capolavoro di Giovanni Michelazzi in Borgo Ognissanti, per poi attraversare l’Arno verso l’Oltrarno e il Villino Lampredi. Rientrando verso il centro, la visita tocca la Galleria Pola e Todescan, il Villino Uzielli di Paolo Emilio Andrè, la Galleria Rinaldo Carnielo, il Villino Ciuti, il Villino Ravazzini, il Villino Broggi Caraceni e infine Casa Antonini in via Orcagna. È una Firenze del primo Novecento, elegante e quasi segreta, dove il Liberty si esprime attraverso linee sinuose, ceramiche, ferri battuti, decorazioni floreali e soluzioni architettoniche audaci.
Venerdì 10 luglio, con “Meraviglie Liberty dal Borgo Ognissanti e l’Oltrarno”, Firenze torna a raccontarsi attraverso i quartieri più autentici, mentre martedì 14 luglio la visita “Firenze Liberty. Il Modernismo dal centro storico verso i Viali dell’Art Nouveau” porta lo sguardo verso le aree residenziali nate dopo il grande intervento urbanistico di Giuseppe Poggi. È un viaggio dal cuore rinascimentale verso la città borghese di inizio Novecento: Piazza Santissima Annunziata, Piazza d’Azeglio, Villino Uzielli, Galleria Carnielo, Villino Ciuti, Villino Ravazzini, Villino Broggi Caraceni e Casa Antonini diventano tappe di una Firenze che seppe guardare al futuro senza rinnegare la propria tradizione.
A Calenzano, giovedì 9 luglio, il Liberty si mostra attraverso un complesso di rara suggestione: Villa Frittelli-Peragallo, detta anche Villa Vespasiana, realizzata a partire dal 1901 su progetto di Enrico Dante Fantappiè. La visita “Grandi storie italiane. L’arte Liberty nel cuore della Toscana” mette al centro un edificio immerso in un grande parco, con ingressi monumentali, serre, palazzine e spazi scenografici. Qui il Liberty dialoga con eclettismo, rococò, neobarocco, suggestioni medievali e rinascimentali, ma emerge soprattutto nei cancelli in ferro battuto e nelle decorazioni interne. Il racconto della villa diventa anche una riflessione sulla fragilità del patrimonio: da luogo della vita culturale e festiva di Calenzano a bene da riscoprire e tutelare.
A Montecatini Terme, il festival entra nel cuore dell’acqua e della Belle Époque. La visita “Acqua e pietre colorate. Eleganza, arte e benessere”, giovedì 9 luglio, e il percorso “Pietre d’acqua. Un affresco sul Liberty elegante”, domenica 12 luglio, raccontano la città termale come un grande teatro del benessere. Da Piazza del Popolo il cammino segue il viale Giuseppe Verdi, tra il Palazzo Comunale, il Padiglioncino dei Sali Tamerici, lo Stabilimento Excelsior, lo Stabilimento Tettuccio e lo Stabilimento Tamerici. Ogni colonna, mosaico, vetrata e maiolica restituisce l’atmosfera cosmopolita della città, riconosciuta nel 2021 Patrimonio Mondiale UNESCO come parte delle Grandi Città Termali d’Europa. Qui il Liberty non è soltanto stile: è rito sociale, cura del corpo, mondanità, arte applicata e architettura del benessere.
Il mare vero entra nel programma con Viareggio, una delle capitali italiane del Liberty. Domenica 12 luglio, con “Onde Art Nouveau alle prime luci dell’alba”, e martedì 14 luglio, con “Una passeggiata nella Viareggio Liberty”, la città viene raccontata come luogo in cui Galileo Chini e Alfredo Belluomini fondano un’Art Nouveau mediterranea, fatta di cromie delicate, decorazioni innovative e dialogo continuo con il litorale. Il percorso attraversa Cinema Savoia, Teatro Eden, Emporio Duilio 48, Chalet Martini, Gran Caffè Margherita, Bagno Balena, Bagno Felice, Hotel Villa Liberty, Villino Sofia, Villa Crastan Arrighi, Villino il Guscio, Villino Capriotti, Grand Hotel Royal e Villa Argentina. Viareggio appare così come una città-palcoscenico, dove la vita balneare e quella mondana si sono trasformate in architettura.
A Livorno, lunedì 13 luglio, la visita “Le Terme del Corallo. La fenice del Liberty” riporta al centro uno dei luoghi più poetici e feriti del Liberty italiano: lo storico stabilimento delle Acque della Salute, progettato da Angiolo Badaloni all’inizio del Novecento. Il percorso racconta la stagione in cui Livorno brillava come città balneare raffinata, tanto da essere definita una sorta di “Montecatini del Mare”. Dal complesso delle Terme del Corallo al Grand Hotel Corallo, dalla stazione alle case Liberty della zona, fino alla Palazzina Vichi, al Palazzo delle Poste, al Monte dei Paschi e al Mercato delle Vettovaglie, il festival ricostruisce il volto di una città in cui il Liberty convive con eclettismo, suggestioni moresche e memoria urbana.
La costa maremmana entra con Follonica, Grosseto, Talamone e Cecina. A Follonica, sabato 11 luglio, “La torretta del villino Art Nouveau” parte dal Monumento ai Caduti e attraversa Villa Benedetti, Villa Sant’Anna e Villa Monciatti, mostrando come il modernismo si sia adattato a una città legata anche alla propria tradizione industriale. A Grosseto, “Palazzi del Modernismo. Sotto il cielo del Liberty” racconta il Villino Andreini del 1909, legato all’ingegnere Corrado Andreini, il Villino Panichi di Lorenzo Porciatti e Palazzo Tognetti, restituendo l’immagine di una città in trasformazione, capace di accogliere il Liberty come segno di apertura culturale. A Talamone, “Mausoleo Vivarelli in stile Liberty. La grandezza dell’immortalità” porta nel cimitero comunale, dove l’edicola funebre del 1904 progettata da Lorenzo Porciatti diventa occasione per parlare di memoria, simboli e arte funeraria. A Cecina, domenica 12 luglio, il festival propone una visita in bicicletta tra villini al mare, stucchi, bassorilievi e affreschi anonimi delle dimore di fine Ottocento e primo Novecento.
A Montevarchi, sabato 11 luglio, il programma raggiunge uno dei suoi vertici con Villa Masini, definita la regina del Liberty toscano. La visita consente un accesso esclusivo a una dimora che rappresenta una delle espressioni più alte dell’Art Nouveau in Valdarno, tanto suggestiva da essere entrata anche nell’immaginario cinematografico, compreso quello de “La vita è bella”. Nata negli anni Venti per volontà dell’industriale Angiolo Masini e progettata da Giuseppe Petrini, la villa unisce pianta ottagonale, torre panoramica, vetrate artistiche, mosaici, scale monumentali, giardino, fontane, grotte artificiali e sculture zoomorfe. È un’opera totale, in cui architettura, decorazione, paesaggio e memoria privata si fondono in un racconto di progresso, industria e malinconia. Nel pomeriggio, sempre a Montevarchi, “Sogni moderni, stoffe preraffaellite, arredi liberty e lampade Tiffany. Vivere la Belle Époque” allarga lo sguardo alla città industriale, cresciuta tra cappellifici, filande, industrie meccaniche e farmaceutiche, dove ville, villini, palazzi a schiera, inferriate, maioliche e decorazioni floreali raccontano l’ascesa di una borghesia operosa.
A Pistoia, venerdì 10 luglio, “Pacini, Becherucci e Coppedè. Un nuovo stile per l’Italia moderna” mette insieme industria, cinema, ferro battuto e residenza civile. Il percorso parte dalla palazzina d’ingresso delle Officine San Giorgio, progettata da Gino Coppedè tra il 1906 e il 1907, prosegue verso la Galleria Vittorio Emanuele del 1912, con inserti metallici della Fonderia Michelucci, e arriva al Villino Pacini del 1909, dove bugnati, mascheroni, ferri battuti fitomorfi e fregi dipinti raccontano una borghesia colta e ambiziosa. A Siena, lo stesso giorno, “Dal Liberty toscano a Palazzo Maccari” porta nel quartiere di San Prospero e verso Palazzo Maccari, costruito tra il 1914 e il 1919, tra affreschi, fregi, cornici, stucchi e inserti in ferro.
A Pisa, il festival dedica più appuntamenti al Liberty discreto e spesso nascosto tra Medioevo e modernità. Domenica 12 luglio, “Una luce Liberty tra l’antico” attraversa Porta Nuova, viale delle Cascine, via Andrea Pisano, via Bonanno, via Gabba, via Risorgimento, via Trieste e Lungarno Pacinotti, alla ricerca di villini, torrette, ferri battuti, mascheroni, fregi, decorazioni floreali e richiami alla Secessione viennese. Lunedì 13 luglio, “Un’altra Pisa. Il Liberty discreto tra Medioevo e Modernità” si concentra sull’area di Porta a Lucca, via Filzi, San Francesco, via Maffi, via San Francesco, via Sighieri, via Luschi e Villa Luschi. Martedì 14 luglio, “Il tempo gentile del Liberty. Percorsi pisani del primo Novecento” esplora la parte sud della città, da Corso Italia verso via Benedetto Croce, via Fiorentina, piazza Giusti e San Paolo a Ripa d’Arno. Pisa appare così come una città che ha assorbito il nuovo stile in modo misurato, intrecciandolo con neomedievalismo, rinascimento, eclettismo e decoro urbano.
A Lucca, lunedì 13 luglio, “Eleganza artigiana del Liberty lucchese” propone un itinerario tra villini fuori dalle mura e vetrine storiche del centro. La passeggiata mette in relazione le residenze della borghesia in ascesa con il volto commerciale della città, tra Profumeria Venus, Gioielleria Chiocchetti, Panificio Giusti e Ditta Galliani. A Pescia, martedì 14 luglio, “La bottega dell’Art Nouveau” porta invece nella dimensione quotidiana del Liberty: Piazza Giuseppe Mazzini, Palazzo Liberty, la Fabbrica di Pane e Pasta Giaccai con raro arredamento ligneo originale, l’ex Politeama/Cinema-Teatro Splendor. Qui lo stile floreale non è solo architettura, ma esperienza della bottega, dell’artigianato e della vita urbana.
Accanto alle visite, il programma toscano ospita la mostra “Spirali marine e visioni Art Nouveau”, a cura di Paolo Della Pina, Veronica De Maria e Andrea Speziali, dall’8 luglio al 30 agosto al Liceo artistico Felice Palma di Massa. Il progetto nasce dal concorso “Visioni Liberty per l’Art Nouveau Week” e coinvolge gli studenti delle classi IV e V di Arti Figurative. Il tema del mare diventa qui materia e forma: spirali, legni recuperati sulle spiagge, oggetti quotidiani, plexiglass, elementi geometrici e superfici organiche danno vita a opere che non imitano nostalgicamente il Liberty, ma ne restituiscono la tensione vitale, fluida, trasformativa.
Un ruolo centrale è affidato anche alle Visioni Art Nouveau nel disegno dal vero. Si disegna a Empoli, Firenze, Siena, Grosseto, Livorno, Follonica, Viareggio e Lucca, davanti a edifici come Casa-galleria Vichi, Villino Broggi-Caraceni, Casa Antonini, Villino Lampredi, Villino Ciuti, Palazzo Maccari, Palazzo Tognetti, Villino Andreini, Terme del Corallo, Grand Hotel Corallo, Villa Benedetti, Villa Sant’Anna, Magazzini Duilio 48, Villa Argentina, Gran Caffè Margherita, Villini Chizzolini, Villino Caprotti, Villa Gioiosa, Villa Ducloz e Villa Simonini. Il disegno dal vero è uno degli aspetti più contemporanei del festival: non basta guardare un edificio, bisogna fermarsi, seguirne le linee, interpretarne le proporzioni, restituire su carta la vita nascosta dell’ornamento.
Infine, la Toscana partecipa alla sezione delle sculture Liberty di sabbia con Marina di Grosseto. È un gesto coerente con il tema dell’edizione 2026: il mare non è soltanto paesaggio, ma materia creativa. La sabbia diventa supporto effimero per reinterpretare l’Art Nouveau attraverso forme organiche, linee curve, spirali e suggestioni marine.
La Toscana entra così nell’Art Nouveau Week 2026 come una regione-mondo: Firenze racconta il Liberty nascosto oltre il Rinascimento; Borgo San Lorenzo e Montecatini custodiscono l’eredità di Galileo Chini; Viareggio mostra il volto mediterraneo e balneare dello stile; Livorno porta in scena la poesia ferita delle Terme del Corallo; Montevarchi celebra Villa Masini come opera totale; Pisa, Lucca, Pistoia, Siena, Grosseto, Follonica, Cecina, Talamone, Pescia e Buonconvento dimostrano che il Liberty toscano non è un capitolo periferico, ma una trama diffusa.
Dietro una vetrata, una maiolica, una facciata, una bottega, un villino, uno stabilimento termale o una scultura di sabbia, si riconosce la storia di una regione che, all’inizio del Novecento, seppe cercare il futuro attraverso la bellezza.