Dice un proverbio sardo che al diavolo non interessano le ossa forse perché gli scheletri dànno una grande pace, composti nelle teche o dentro scenari di deserto. Amo il loro sorriso fatto solo di denti, il loro cranio, la perfezione delle orbite, la mancanza di naso, il vuoto intorno al sesso e finalmente i peli, questi orpelli, volati dentro il nulla. Non è gusto del macabro, ma il realismo glabro dell’anatomia lode dell’esattezza e del nitore. Pensarci senza pelle rende buoni. Per il paradiso forse non c’è strada migliore che ritornare pietre, saperci senza cuore.
Antonella Anedda, Anatomia. Da Historiae, Einaudi, 2018.














