annusare l'aria
Voglio dire che quella dei vent'anni è un'età totalizzante, in cui sembra che ogni cosa debba accadere per sempre, e sempre allo stesso modo. [...] Che l'estate, insomma, fosse una condizione immutabile dell'anima e del corpo, così come il clima costante e privo di stagioni della fascia equatoriale. La giovinezza era per me una sorta di tropico dell'esistenza. [...] Era estate perché nonostante i corsi da seguire e gli esami da studiare, ci si svegliava sempre tardi e si usciva tutte le sere, era estate perché gli amori iniziavano e finivano senza lasciare cicatrici. Era estate perché le lacrime si asciugavano da sole, come evaporate al caldo di un tempo ancora da venire. [...] Forse invecchiare è questo, allora: non avere più coscienza delle stagioni. [...] non annusare l'aria in una notte tiepida cercando indizi della primavera. da V. Ardone, A vent'anni è sempre estate, introduzione a C. Pavese, La bella estate












