MARIE COOL FABIO BALDUCCI per Contemporary Locus 9
Bergamo. Curno, comune nella prima cintura della città. All’interno dell’Area Tesmec, un ex complesso industriale specializzato nelle esportazioni di prodotti per imprese di costruzioni elettriche, il lavoro di due artisti capovolge i paradigmi dell’ideologia industriale.
Marie Cool e Fabio Balducci si inseriscono nel progetto di mostra Contemporary Locus 9, a cura di Paola Tognon.
Arrivata alla sua nona edizione, l’associazione culturale onlus, si occupa di progettare e realizzare attività espositive, formative e di ricerca sul territorio nazionale e in rete, mediante nuove strategie artistiche. Lo scopo dell’associazione è quello di creare un dialogo tra luoghi segreti o dismessi e artisti contemporanei, in grado, attraverso la loro opera di interpretarne l’essenza insita in essi.
Per questa occasione Marie Cool e Fabio Balducci reinterpretano lo spazio attraverso un progetto site specific che torna a far vivere, attraverso opere e azioni svolte in prima persona, parte dei ritmi di lavoro dell’Edificio 1, sede dell’azienda e palazzina uffici in cui, fino alla fine degli anni ‘80, si sviluppavano macchinari legati alla tesatura meccanica per le linee elettriche ad alta tensione.
Quasi ad evocare gli orari di lavoro in fabbrica, gli artisti operano la loro performance per 8 ore al giorno nei giorni feriali animando il luogo con azioni continuative e dal vivo per due settimane.
In un secondo momento lo spazio diventa essenzialmente espositivo attraverso la traccia lasciata dagli artisti tramite video, documentazioni e installazioni.
Il lavoro proposto pone un accento riflessivo al visitatore, il quale entra fisicamente a contatto con lo spazio stesso, percependo subito un senso di lentezza e di silenzio, in contrasto con i ritmi e i suoni del lavoro industriale.
Le azioni svolte da Marie Cool, filmate da Fabio Balducci, pur semplici ed elementari esaltano l’importanza del lavoro del singolo, che nel processo dell’industria viene a perdersi totalmente.
Il luogo dove si colloca l’edificio è inoltre particolarmente prestante ad accogliere un intervento artistico di questo genere, poiché si colloca a metà tra una zona industriale e una delle zone verdi più qualificate del territorio, il Parco dei Colli. Il senso di straniamento che si viene a creare all’uscita dello stabile prosegue il lavoro di riflessione iniziato all’interno.










