Racconta una leggenda armena che la madre della fertilità e del raccolto, Anahit dai capelli dorati, era innamorata dell’Ararat. Anahit non aveva sonno neanche le notti di luna e uscendo dalle acque di Araks si aggirava come una lunatica cercando i suoi fianchi massicci. Con parole tenere si rivolgeva al suo Ararat con amore e grande devozione come fanno la brezza e il venticello. Di giorno si afferrava ai suoi fianchi e gli donava carezze più ardenti del respiro del mezzogiorno che regna sulla pianura dell’Ararat. I giorni passavano lentamente, senza risposta, pieni delle sofferenze dell’amore. Il silenzio dell’Ararat la martellava, e la sofferenza dominava il cuore e l’anima di Anahit. Ma un giorno dopo che fu riuscita a liberarsi della propria dignità femminile salì sulla cima del piccolo Massis. Avvolta con la nebbia del primo mattino si fermò lassù e da lì indirizzò parole d’amore ardenti al suo Ararat amato. Queste parole uscivano dalle sue labbra come uccelli mirabolanti, volavano sotto l’orecchio dell’Ararat, sulla fronte dell’Ararat, sulle spalle dell’Ararat. Ma l’Ararat era rigido nei suoi confronti, indifferente e molto freddo. E Anahit delusa e ferita d’amore si inginocchiò sulla cima del piccolo Massis…solo le lacrime potevano attenuare il suo dolore che non si poteva placare… Pianse a lungo Anahit e dalle lacrime del suo amore si creò il lago sulla cima del piccolo Massis. Per ricordare il Genocidio degli Armeni da parte dell'Impero Ottomano nel 1915-1916. 🇦🇲🕯 #24aprile #genocidioarmeno #armenia #anahita #arharat #messis #ionondimentico #instaarmenia #armeniagram #storiaorientale #imperoottomano #turchia #armeniart (presso Bologna, Italy) https://www.instagram.com/p/COD6tajKelu/?igshid=19knd0dqsmoe1














