Ho ricevuto recentemente molte domande sull’università. Inoltre, girano molti post su tumblr che danno consigli su come affrontare l’università in America (o nel Regno Unito al più), così ho pensato di fare una cosa simile ma dedicata all’università italiana. Ecco quindi una lista di consigli su come sopravvivere al primo anno di università.
Pianifica il tuo orario: molti corsi all’università sono opzionali, anche se di solito al primo anno i corsi a scelta sono meno. Controllate il sito dell’università anche diverse settimane prima dell’inizio per vedere se hanno pubblicato gli orari delle lezioni (per dirvi, la mia università ha cominciato a pubblicare gli orari di settembre a fine luglio). Ovviamente gli orari sono soggetti a cambiamenti molto spesso, quindi vi consiglio di controllarli almeno una volta alla settimana quando cominciano le lezioni. Una volta che avrete un’idea dell’orario generale, scrivetelo, stampatelo, create una tabella su excel. È importante avere sempre sott’occhio ciò che dovete fare durante la giornata e anche gli orari a cui dovete svegliarvi la mattina e a cui tornate a casa.
I luoghi: cercate di capire dove si terranno le lezioni e come arrivarci nel minor tempo possibile. Se la vostra facoltà ha un’unica sede, cercate di prendere confidenza con le aule, gli uffici, dove trovare una macchinetta del caffè che funziona se quella più vicina è rotta, eccetera. Se la vostra facoltà ha lezioni in più sedi (come la mia), cercate di capire dove sono e qual è il modo più veloce per andare da una sede all’altra. Se avete un pessimo senso dell’orientamento (come me) e vi trovate a studiare in una città che non conoscete bene, trovate delle persone del vostro corso che conoscano bene la zona e spostatevi con loro. Una volta delle mie amiche si sono stupite perché, pur essendo partite allo stesso momento, io sono arrivata 10 minuti prima di loro. La volta dopo, sono venute con me per vedere che strada facevo tagliando per le stradine del centro città.
Amicizie: può essere difficile fare amicizia all’università perché spesso ci sono molte persone a lezione (molte più di una classe di scuola superiore) e vi sentite una goccia nel mare. Cercate di attaccare bottone con un paio di persone per cominciare, magari chiedendo informazioni su un corso. Di solito siete tutti nella stessa situazione di smarrimento/panico/disperazione, resterete sorpresi di quanto si possa legare in fretta semplicemente parlando di come passare l’esame.
Libri: 9 volte su 10, i libri richiesti per un esame sono disponibili nella biblioteca della facoltà e spesso ci sono persone degli anni precedenti che sono disponibili a vendere i libri che non usano più. Quindi, a meno che non vogliate avere la copia fisica e nuova del libro, non sentitevi in obbligo di comprarlo. Ovviamente è a vostra discrezione, ma consiglio di comprarlo specialmente se è un libro scritto dal professore che tiene quel corso in particolare se come il mio accenna non proprio velatamente al fatto di amare i diritti d’autore Spesso questa specie di prof ama vedere i propri libri in sede d’esame e alcuni commentano anche sullo stato d’usura per vedere se l’hai comprato nuovo o usato. Sì, esistono delle persone del genere. Se ne avete uno del genere, fate pace col fatto di dover spendere dei soldi per il suo libro e cominciate a preparare i volantini per rivenderlo l’anno dopo*. Negli altri casi, andate in biblioteca, prendete il libro in prestito, portatelo nella copisteria meno cara che trovate attorno all’università** e fotocopiatelo come se non ci fosse un domani (2 pagine ogni fotocopia, ragazzi, se non ci stanno chiedete aiuto per ridurre lo zoom della fotocopiatrice).
Lezioni: gli orari possono andare dalle 8 del mattino alle 7 di sera. Se potete scegliere i corsi (e quindi gli orari), la lezione delle 8 del mattino e quella delle 7 di sera evitatele. Se pensate “ma alle superiori iniziavo alle 8 del mattino tutti i giorni, cosa vuoi che sia!” ricordate che:
La giornata universitaria dura molto più a lungo di quella della scuola, io mi sono trovata spesso a fare giornate in cui uscivo di casa alle 7 del mattino e tornavo alle 8 di sera. Se la mattina dopo vi evitate di doverlo rifare, vi ringrazierete.
Ogni lezione dura in media 1 ora e mezzo/e tre quarti, a seconda di come i prof gestiscono il tempo. A seconda del prof, può esserci o meno una pausa in mezzo. Vi assicuro che mantenere la concentrazione per tutto quel tempo è stancante a qualsiasi ora.
Alla lezione delle 2 del pomeriggio, subito dopo pranzo, avrete un abbiocco epico. Accettatelo. Se siete persone che bevono caffè, consiglio un bell’espresso forte, magari doppio o ristretto.
* Se avete intenzione di rivendere un libro, ovviamente dovete tenerlo bene. Meglio lo tenete, più alto sarà il prezzo che potrete chiedere. In linea di massima, ci si aspetta che un libro usato in condizioni più o meno buone possa essere rivenduto alla metà del prezzo di partenza (utile da sapere anche se siete voi a comprare un libro usato). Consiglio di non sottolineare con l’evidenziatore perché la maggior parte delle persone a cui cercherete di rivenderlo odia trovarsi un libro già evidenziato. Se proprio volete sottolineare, fatelo a matita (leggermente!), che può essere facilmente cancellato e non è altrettanto fastidioso per chi se lo ritrova. Se ci lasciate degli appunti a matita in mezzo e lo accennate alla persona che lo compra, vi adorerà! Se riempite il libro di scritte a matita (anche appunti utili), non così tanto.
** Cercate le copisterie più vicine alla vostra sede. Ce n’è sempre almeno una che è quella “di fiducia” dei prof e a cui vi rimanderanno per comprare le loro dispense. Di solito è anche la più cara. 5 cent a fotocopia è il prezzo standard che fanno molte copisterie, ma ce ne sono alcune che le fanno anche a meno. Se ci sono diverse facoltà nella stessa zona, troverete un fiorire di copisterie concorrenti a cui rivolgersi. Ufficialmente, la fotocopia di un libro è legale nei limiti del 15% del totale del libro, quindi alcune copisterie potrebbero farvi storie. Ma molte si limitano a una politica del “la responsabilità è tua, io negherò fino alla morte che tu sia entrato nel mio negozio se ti beccano”.
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