L'ASSISTENTE CIVICO
- Salve, sono un assistente civico. - Ah, interessante. Che fa di bello oggi? - Controllo. - Me? - Sì. - In questo momento sto camminando. - Ho visto. - Sono distante da chiunque. - Non c'è dubbio. - Sto facendo qualcosa di male? - Non ancora. - Quindi? - Vediamo come si mette. - E lei? - Io guardo. - Nell'attesa di cogliermi in fallo? - Sì. - Ma io non voglio fare nulla di male. - Dicono tutti così. - Perché sorride? - Per persuaderla a comportarsi bene. - Pensa che il suo sorriso sia persuasivo? - Il ministro Boccia dice che devo sorridere. - Perché? - Per persuadere. - Continuerà a guardarmi ancora per molto? - Il tempo necessario. - E mi guarderà sorridendo. - Esatto. - È un po' inquietante. Ne è consapevole? - Un po'. - Ma le piace quello che fa? - Non molto. - Non tutto è perduto. - Lei dice? - Certo. Può ancora realizzare i suoi sogni. - Io volevo diventare un artista. - E invece? - Assistente civico. - Qualcosa è andato storto? - Può dirlo forte. - Vedo che ha smesso di sorridere. - Veramente sto piangendo. - Vorrei abbracciarla, ma non posso. - Perché? - Rispetto le regole. - Per merito del mio sorriso di prima? - No. Quello era inquietante. - Ok.
FINE
— L’Ideota












