Il mercato delle dash cam si è evoluto parecchio negli ultimi anni. Se fino a poco tempo fa bastava una singola telecamera puntata sulla strada, oggi la richiesta di sicurezza — e di prove inconfutabili in caso di incidente — ha spinto i produttori verso soluzioni multicanale sempre più sofisticate. Vantrue, marchio cinese che ha costruito la propria reputazione proprio su questo segmento, alza ulteriormente l’asticella con la N5S: una dash cam a quattro canali che promette una copertura completa a 360 gradi, con sensori Sony STARVIS 2 su tutte e quattro le ottiche.
La Vantrue N5S è la naturale evoluzione della N5, rispetto alla quale introduce miglioramenti tangibili: la telecamera posteriore passa da 1080p a 1440p grazie al sensore IMX675, arriva il supporto per il modulo LTE opzionale, e la compatibilità con microSD sale fino a 1 TB. La N5S si rivolge a chi vuole il massimo della copertura video in auto — autisti di taxi e NCC, genitori che vogliono monitorare i passeggeri, ma anche semplici automobilisti che cercano la massima tutela possibile.
L’abbiamo installata sulla nostra Renault Zoe, collegandola direttamente al vano fusibili tramite un adattatore hardwire. Il kit di cablaggio non è incluso nella confezione e va acquistato separatamente, ma chi preferisce un’installazione più semplice e meno invasiva può tranquillamente alimentare la dash cam dalla presa accendisigari dell’auto, utilizzando il cavo USB-C in dotazione con un adattatore da auto. Attualmente è possibile acquistarla su Amazon Italia o sul sito ufficiale di Vantrue che offre anche uno sconto di 16 euro usando lo sconto TECNO26.
Design, costruzione e installazione
La N5S si presenta come un sistema a due unità: il modulo frontale, più corposo, e la telecamera posteriore, decisamente più compatta. Il modulo principale è un oggetto robusto, con dimensioni di circa 17,3 × 9,7 × 5,6 cm — non esattamente discreto, ma il design nero opaco e il posizionamento dietro lo specchietto retrovisore lo rendono ragionevolmente mimetizzato nella maggior parte delle auto. Le plastiche non gridano al lusso, ma la sensazione in mano è quella di un prodotto solido, con pulsanti che offrono un feedback tattile corretto.
Sul retro del corpo principale si trova uno schermo da 3,19 pollici che consente di navigare i menu, rivedere le registrazioni e controllare le inquadrature in tempo reale. Quattro pulsanti fisici posti al di sotto del display gestiscono la navigazione, mentre il tasto di accensione sul lato sinistro funziona anche come pulsante di emergenza per bloccare istantaneamente il file corrente durante la registrazione. Sul lato destro, una lente ruotabile copre l’abitacolo anteriore con un angolo da 160 gradi.
L’installazione sulla nostra Zoe è risultata piuttosto lineare. L’unità frontale si fissa al parabrezza tramite un supporto adesivo con modulo GPS integrato — un dettaglio apprezzabile, perché evita cavi aggiuntivi per la geolocalizzazione. La telecamera posteriore si collega al modulo principale attraverso un cavo USB-C da 6 metri (circa 20 piedi), sufficiente per la maggior parte delle berline e delle utilitarie. Per veicoli più grandi, Vantrue propone un cavo opzionale da 15 metri. Le clip adesive in dotazione permettono di nascondere il cavo lungo il bordo del tetto, incanalandolo ordinatamente fino al lunotto posteriore.
Per quanto riguarda l’alimentazione, come accennato, la scelta ideale per sfruttare appieno le funzionalità di parking mode è il collegamento diretto al vano fusibili, tramite il kit hardwire VP03 di Vantrue (venduto separatamente a circa 25 euro). Questo kit accetta tensioni da 12 a 24 V e include una protezione da bassa tensione che evita di scaricare la batteria dell’auto. L’alternativa più immediata resta la presa accendisigari: basta un caricatore USB-C da auto e si è operativi in pochi minuti, rinunciando però al monitoraggio in parcheggio.
https://www.youtube.com/watch?v=x4SuL_IJ27Q
Specifiche tecniche
Tipo
Dash cam 4 canali
Sensore frontale
Sony STARVIS 2 IMX675, WDR, f/1.8
Risoluzione frontale
2592×1944 (1944p) / 2560×1440 (1440p) @ 30 fps
Angolo di visione frontale
158° diagonale
Sensore abitacolo anteriore
Sony STARVIS 2 IMX662, WDR, f/1.8, 4 LED IR
Risoluzione abitacolo anteriore
1920×1080 @ 30 fps
Angolo di visione abitacolo ant.
160° diagonale
Sensore abitacolo posteriore
Sony STARVIS 2 IMX662, HDR, f/1.8, 4 LED IR
Risoluzione abitacolo posteriore
1920×1080 @ 30 fps
Sensore posteriore
Sony STARVIS 2 IMX675, HDR, f/1.8
Risoluzione posteriore
2560×1440 (1440p) @ 30 fps
Angolo di visione posteriore
165° diagonale
Bitrate
14 Mbps (frontale/posteriore), 10 Mbps (abitacolo)
Display
3,19 pollici
Wi-Fi
5 GHz
GPS
Dual-system, integrato nel supporto
Archiviazione
microSD fino a 1 TB (non inclusa)
Alimentazione
Supercondensatore
Connettività LTE
Opzionale, tramite modulo LT01 (venduto separatamente)
Controllo vocale
Sì (inglese, giapponese, russo, cinese, francese)
Parking mode
4 modalità (richiede hardwire kit separato)
Compatibilità veicoli
Auto, SUV, pick-up, furgoni, caravan
Contenuto confezione
Dash cam frontale, telecamera posteriore, cavo posteriore (6 m), supporto GPS adesivo, base adesiva, cavo dati USB (1 m), clip cavo, adesivi elettrostatici, panno antipolvere
Garanzia
18 mesi (estendibile)
Il sistema a quattro canali: cosa registra e come
Il cuore della proposta Vantrue è il sistema a quattro canali simultanei. La configurazione prevede: una telecamera frontale esterna rivolta verso la strada, una telecamera abitacolo anteriore (integrata nel modulo frontale, con lente ruotabile), una telecamera abitacolo posteriore (integrata nell’unità sul lunotto) e una telecamera posteriore esterna. L’effetto è una copertura quasi totale dell’ambiente circostante, con angoli di visione che vanno da 158° a 165°.
La scelta dei sensori riflette la strategia differenziata di Vantrue: le due telecamere esterne (frontale e posteriore) montano il Sony STARVIS 2 IMX675, un sensore da 5 megapixel capace di registrare fino a 1944p con una sensibilità alla luce notevolmente superiore rispetto alla generazione precedente. Le due telecamere interne utilizzano invece il Sony IMX662, più contenuto nella risoluzione (1080p) ma ottimizzato per la resa in condizioni di scarsa illuminazione, affiancato da 4 LED a infrarossi che si attivano automaticamente al calare della luce per garantire riprese chiare dell’abitacolo anche in piena oscurità.
Un elemento da sottolineare riguarda la distinzione tra WDR e HDR nella N5S. La telecamera frontale utilizza la tecnologia WDR (Wide Dynamic Range), che opera a livello hardware per bilanciare le esposizioni, mentre la telecamera posteriore sfrutta l’HDR (High Dynamic Range), che combina più esposizioni via software. Nella pratica, questa differenza si traduce in una resa leggermente diversa nella gestione dei contrasti estremi: il WDR frontale tende a uniformare la scena, l’HDR posteriore preserva meglio i dettagli nelle zone ad alto contrasto, come le targhe illuminate dai fari.
Nella guida quotidiana sulla nostra Zoe, le riprese diurne della telecamera frontale a 1440p risultano nitide e ben definite: i cartelli stradali si leggono con facilità, e le targhe delle auto che sorpassano sono leggibili mettendo in pausa il video. Di notte, la situazione è più sfumata: l’ambiente circostante resta ben visibile, ma le targhe tendono a sbiancare sotto la luce dei fari, un limite noto dei sensori 2.7K rispetto alle dash cam 4K di fascia alta. La telecamera posteriore a 1440p si comporta in modo simile, con una buona resa diurna e qualche compromesso notturno.
Le riprese dell’abitacolo meritano un discorso a parte. Le due telecamere interne coprono praticamente l’intera cabina da angolazioni complementari: quella anteriore inquadra guidatore e passeggero, quella posteriore copre i sedili dietro, il bagagliaio e le finestrature laterali. Di giorno la qualità è eccellente — volti, oggetti e movimenti sono perfettamente riconoscibili. Di notte, con i LED IR attivi, l’immagine passa in bianco e nero ma resta sufficientemente chiara per identificare i passeggeri e ciò che accade nell’auto. Per un tassista, un conducente NCC o un genitore che vuole tenere d’occhio i bambini sul sedile posteriore, è una funzionalità che fa la differenza.
La N5S offre anche flessibilità nella configurazione dei canali: si può scegliere di registrare con 1, 2, 3 o 4 canali simultaneamente, adattando la configurazione alle proprie esigenze o alla capacità della scheda di memoria.
L’app Vantrue: il vero centro di controllo
Se c’è un aspetto della Vantrue N5S che merita un’analisi particolarmente dettagliata, è l’ecosistema software. L’app Vantrue, disponibile gratuitamente su iOS e Android, non è un semplice accessorio: è il vero centro di comando della dash cam, e dalla sua efficacia dipende buona parte dell’esperienza d’uso complessiva.
Connessione e primo avvio
La connessione tra smartphone e dash cam avviene tramite Wi-Fi diretto a 5 GHz. Il procedimento è piuttosto standard: si attiva il Wi-Fi dalla dash cam (tramite menu o comando vocale), lo smartphone si collega alla rete generata dal dispositivo, e l’app rileva automaticamente la telecamera. La password di default è “12345678” e ovviamente conviene cambiarla al primo utilizzo. La velocità di trasferimento promessa a 5 GHz è circa quattro volte superiore rispetto alle connessioni a 2,4 GHz delle generazioni precedenti: nel nostro utilizzo, il download di un clip video da tre minuti richiede circa 20-30 secondi, un netto miglioramento rispetto alle attese snervanti delle dash cam Wi-Fi di qualche anno fa.
Va detto, però, che la connessione Wi-Fi non è sempre impeccabile. In alcune occasioni abbiamo dovuto disattivare e riattivare manualmente il Wi-Fi sulla dash cam per ristabilire il collegamento con lo smartphone. È un comportamento segnalato anche da altri utenti e che Vantrue ha progressivamente migliorato con gli aggiornamenti firmware, ma resta un aspetto su cui c’è margine di perfezionamento.
Anteprima live e gestione delle telecamere
Una volta connessi, l’app mostra immediatamente l’anteprima in tempo reale di ciò che le telecamere stanno riprendendo. Si può passare rapidamente da una telecamera all’altra con un tap, oppure visualizzare l’inquadratura a schermo intero ruotando lo smartphone in orizzontale. La fluidità del feed live dipende dalla qualità della connessione Wi-Fi, ma nella nostra esperienza è risultata generalmente buona, con un leggero ritardo (circa mezzo secondo) rispetto al tempo reale — del tutto accettabile per un sistema di questo tipo.
Dalla schermata di anteprima è possibile scattare istantanee direttamente dallo smartphone, una funzione comoda per catturare un momento specifico senza dover frugare successivamente tra ore di registrazione continua. Il pulsante è ben posizionato e la risposta è immediata.
Riproduzione, download e condivisione
La sezione di playback dell’app consente di sfogliare l’intero contenuto della scheda microSD direttamente dallo smartphone, senza doverla estrarre fisicamente dalla dash cam. I file sono organizzati per data e suddivisi tra registrazioni normali, eventi bloccati dal G-sensor e file del parking mode. Si può riprodurre ciascun video nell’app stessa, con la possibilità di mettere in pausa, avanzare e tornare indietro.
Il download dei clip sullo smartphone avviene attraverso il Wi-Fi a 5 GHz. Vantrue dichiara velocità fino a 9 MB/s, e nel nostro utilizzo ci siamo avvicinati a questi valori. Un dettaglio da tenere presente: i file scaricati vengono inizialmente salvati nella libreria interna dell’app, e poi possono essere esportati nel rullino fotografico dello smartphone o condivisi direttamente su social e piattaforme di messaggistica. Questo doppio passaggio può risultare leggermente macchinoso — un salvataggio diretto nella galleria del telefono sarebbe più intuitivo. L’app include anche strumenti di editing basilare: è possibile tagliare i video, selezionare un segmento specifico e condividerlo tramite Facebook, Instagram, WhatsApp o altri canali senza uscire dall’applicazione.
Un punto critico riguarda la gestione dei file bloccati (quelli salvati dal G-sensor durante un evento o bloccati manualmente). Una volta spostati nella cartella “eventi”, non è possibile riportarli nella cartella originale tramite l’app. L’unico modo per liberare quello spazio è eliminarli — e se si dimentica di aver bloccato un file per la telecamera posteriore relativo a un evento parallelo, si rischia di perderlo. È un difetto di progettazione del file system che meriterebbe un intervento nel firmware.
GPS, tracciamento e report chilometrici
Il modulo GPS dual-system integrato nel supporto adesivo della N5S registra in continuo posizione, velocità e percorso. Nell’app, queste informazioni sono consultabili in due modi: durante la riproduzione dei video, con una mappa Google Maps che mostra in tempo reale la posizione del veicolo nel momento corrispondente al fotogramma visualizzato, e attraverso la sezione “Statistiche chilometriche”.
La funzione di report chilometrico è particolarmente interessante per chi usa l’auto per lavoro. Con un singolo tap, l’app genera un riepilogo dettagliato che include: distanza percorsa, durata del viaggio, velocità media, velocità massima, altitudine e percorso su mappa. Il report può essere esportato in formato PDF o JPG, rendendolo immediatamente utilizzabile per note spese aziendali, contestazioni assicurative o semplice archivio personale. La precisione del GPS è risultata affidabile nel nostro utilizzo, con il fix satellitare che si acquisisce in genere entro un minuto dall’accensione a freddo.
La velocità può essere visualizzata in km/h o in mph, e il watermark GPS — con data, ora, coordinate e velocità — viene sovrimpresso direttamente nel video, fornendo un elemento probatorio aggiuntivo in caso di contestazioni.
Configurazione remota della dash cam
Uno degli aspetti più apprezzabili dell’app è la possibilità di modificare praticamente tutte le impostazioni della dash cam dallo smartphone, evitando di dover navigare il menu sullo schermo da 3,19 pollici con i quattro tasti fisici — un’operazione che, su qualsiasi dash cam, risulta sempre un po’ scomoda. Dall’app si possono regolare: risoluzione video e frame rate per ciascun canale, esposizione, sensibilità del G-sensor (con la possibilità apprezzabile di calibrare separatamente gli assi X, Y e Z), attivazione e disattivazione della registrazione audio, spegnimento automatico dello schermo durante la guida, modalità di parking mode, e numerosi altri parametri.
L’app offre anche una funzione di calibrazione dell’obiettivo: una griglia a crocicchio sovrapposta all’anteprima live aiuta a posizionare correttamente la dash cam in modo che la registrazione risulti perfettamente dritta e centrata. È un piccolo dettaglio che fa la differenza nell’installazione iniziale.
Aggiornamenti OTA
La N5S supporta gli aggiornamenti firmware OTA (Over-The-Air) direttamente dall’app, senza dover scaricare file dal sito, copiarli su microSD e inserirli nella dash cam. La procedura è semplice: nella sezione “Info” dell’app si controlla la disponibilità di nuove versioni, e con un tap si avvia il download e l’installazione. L’aggiornamento viene effettivamente applicato quando la dash cam entra in modalità parcheggio o viene riavviata, evitando interruzioni durante la guida.
Vantrue rilascia aggiornamenti firmware con una certa regolarità, e diversi utenti hanno segnalato miglioramenti concreti nella stabilità del Wi-Fi e nella gestione del parking mode attraverso le versioni successive. La possibilità di aggiornare via app, senza procedure manuali, abbassa notevolmente la soglia di accesso anche per utenti meno esperti.
Il modulo LTE e le funzioni cloud
Con l’aggiunta del modulo LTE opzionale LT01 (venduto separatamente a circa 130 euro, più una SIM con piano dati), la N5S sblocca un livello ulteriore di funzionalità. Attraverso l’app, diventa possibile accedere alla dash cam da remoto in qualsiasi momento: visualizzare il feed live delle telecamere, ricevere notifiche push in caso di eventi rilevati durante il parcheggio, controllare la posizione del veicolo tramite geofencing, e caricare automaticamente clip di emergenza su un cloud Vantrue con 2 GB di spazio gratuito incluso.
Il modulo LTE trasforma di fatto la dash cam in un sistema di sorveglianza remoto del veicolo: se l’auto è parcheggiata in una zona poco sicura, si può controllare dallo smartphone cosa sta succedendo, ricevere un avviso se il G-sensor rileva un urto, e accedere ai filmati senza dover tornare fisicamente al veicolo. È una funzione che ha un costo aggiuntivo importante (tra modulo e SIM), ma per chi necessita di monitoraggio costante — flotte aziendali, veicoli di valore, zone a rischio — rappresenta un’aggiunta significativa.
Galleria Fotografica
Vantrue Player: l’alternativa desktop
Oltre all’app mobile, Vantrue offre anche un software desktop gratuito, il Vantrue Player, disponibile per Windows e Mac. Il player permette di riprodurre i filmati con la traccia GPS sovrapposta su mappa, un’opzione particolarmente utile quando si devono analizzare percorsi completi o presentare prove dettagliate a un’assicurazione. La funzione di zoom sulla mappa consente di verificare con precisione la posizione del veicolo in un dato istante, e la risoluzione della mappa Google Maps integrata risulta più che sufficiente per identificare strade e incroci.
Il player desktop è anche l’unica via per accedere ai file senza Wi-Fi: basta estrarre la microSD dalla dash cam e inserirla nel computer tramite un lettore di schede. Con microSD da 512 GB o 1 TB, che possono contenere molte ore di registrazione su 4 canali, la consultazione da desktop risulta spesso più pratica rispetto allo scrolling via app.
Il bilancio dell’ecosistema software
L’app Vantrue non è perfetta. La stabilità della connessione Wi-Fi, pur migliorata, resta il tallone d’Achille dell’esperienza. La gestione dei file bloccati potrebbe essere più flessibile, e il doppio passaggio per salvare i video sul telefono è un’inutile frizione. Detto questo, l’insieme delle funzionalità offerte — anteprima live, configurazione remota, report chilometrici, aggiornamenti OTA, editing e condivisione, supporto cloud — compone un ecosistema decisamente più completo di quello proposto dalla maggior parte dei concorrenti nella stessa fascia di prezzo. L’app non richiede abbonamenti di alcun tipo (il cloud con LTE escluso) e riceve aggiornamenti regolari. Per un prodotto in questa categoria, è un livello software più che apprezzabile.
Parking mode e sorveglianza notturna
La modalità parcheggio è uno dei punti di forza dichiarati della N5S, a patto di alimentarla tramite il kit hardwire. Quattro modalità sono disponibili: rilevamento collisione (il G-sensor avvia la registrazione quando percepisce un urto), rilevamento movimento (la registrazione si attiva quando la telecamera rileva un cambiamento nell’inquadratura), registrazione a basso bitrate (registrazione continua a qualità ridotta per risparmiare spazio) e registrazione a basso frame rate (simile a un time-lapse).
La funzione più interessante è il pre-recording bufferizzato da 10 secondi: la dash cam tiene costantemente in memoria gli ultimi 10 secondi di ripresa, così quando il motion detection si attiva, il file salvato include anche i 10 secondi precedenti all’evento. Nella pratica, questo significa che se qualcuno si avvicina all’auto e la colpisce, non si registra solo il momento dell’impatto ma anche l’avvicinamento — un dettaglio cruciale per l’identificazione del responsabile.
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