La fotografia ha infinite declinazioni, una di queste è la cosidetta fotografia terapeutica, la quale sembra prendere piede sempre più rapidamente, specialmente in presenza di condizioni di isolamento, di malessere sociale, di bisogno o di semplice esigenza introspettiva, laddove la fotocamera diventa lo strumento di indagine.
La fotografia si può quindi utilizzare per testimoniare non solo un malessere, ma anche semplicemente un “essere”.
Non è sempre agevole arrivare a puntare la propria fotocamera "contro" di se, alle volte è necessaria una certa gradualità, perché il rapporto con la propria immagine è un rapporto spesso, per non dire sempre, difficoltoso e pieno di insidie.













