Ma non è bastato non pensarti più…
Lorenzo Fragola
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Ma non è bastato non pensarti più…
Lorenzo Fragola
È bastato quel selfie tra Serena e Roger dopo il loro faccia a faccia durante la… È bastato quel selfie tra Serena e Roger dopo il loro faccia a faccia durante la Hopman Cup per (ri)accendere i riflettori su una specialità di nicchia oggi, di leggende ieri: il doppio misto! 👉 #tennis Source by SuperTennis TV
"E chi l'avrebbe mai pensato che sarebbe bastato un tuo sorriso accennato a farmi perdere il fiato."
Maria Auriemma
Hai dato il massimo e il massimo non è bastato . E non sapevi piangere e adesso che hai imparato?
E chi l'avrebbe mai pensato Che sarebbe bastato Un tuo sorriso accennato A farmi perdere il fiato.
Maria Auriemma
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LA LEZIONE DELLO SCOZZESE DECAPITATO IERI DAI PARRUCCONI. DA 20 ANNI FACEVA VOLONTARIATO PER I MUSULMANI. NON E’ BASTATO PER SALVARGLI LA VITA
Isis decapita terzo ostaggio. È David Haines, lo “scozzese matto”. Nel messaggio accuse a David Cameron
Per la terza volta in meno di un mese, lo Stato Islamico torna a diffondere l’orrore attraverso il web: in un video postato su internet, ha mostrato una nuova decapitazione, quella dell’ostaggio britannico David Cawthorne Haines, che era scomparso in Siria circa un anno fa. Si tratta di un filmato di due minuti e 27 secondi intitolato “Messaggio agli alleati dell’America”. È diretto al premier britannico David Cameron, ma rappresenta anche una implicita risposta all’offensiva anti-Isis lanciata dal presidente americano Barack Obama, che prevede una vasta campagna di raid aerei in Iraq e anche in Siria, e la creazione di una coalizione internazionale formata a vario livello da decine di Paesi.
David Haines, 44 anni, lavorava come esperto della sicurezza per diverse Organizzazioni non governative. Prima di scegliere questa strada, è stato un militare al servizio di Sua Maestà per 12 anni. Lascia la moglie e due figlie, di 17 e 4 anni. Nella sua carriera si era speso per aiutare i musulmani, soprattutto quelli della Croazia. Un suo ex collega aveva raccontato al Telegraph solo una settimana fa che Haines era considerato come una sorta di eroe per la sua disponibilità e il suo impegno, e per lui era stato coniato l’ironico soprannome di “scozzese matto”. Era stato nella ex Jugoslavia dal 1999 al 2004, lavorando alla ricostruzione delle comunità distrutte dalla guerra civile. “Aiutava tutti, i serbi, i croati, i musulmani. Voleva solo migliorare le loro vite. Mi ha molto sorpreso quando ho saputo che l’avevano rapito dopo quello che ha fatto per i musulmani“, aveva detto il suo ex collega. Nella sua carriera al servizio delle ong, il 44enne Haines era stato in molti Paesi segnati da conflitti, come la Libia e il Sud Sudan. I suoi cari, che proprio venerdì avevano lanciato un appello all’Isis per un contatto, vivevano da mesi nel terrore di ricevere la notizia della sua esecuzione. Ancor di più dopo gli annunci delle decapitazioni dei due giornalisti Usa, Steven Sotloff e James Foley. Haines lavorava per l’ong francese Acted e, secondo la stampa britannica, sarebbe stato rapito nel marzo 2013, nel campo di Atmeh, a nord della Siria, col cooperante italiano Federico Motka, liberato lo scorso maggio.
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FONTE:
http://www.huffingtonpost.it/2014/09/14/isis-decapita-ostaggio-scozzese-accuse-a-cameron_n_5817558.html?1410681294&utm_hp_ref=italy
Il Grande Cocomero
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FINANZA: PROMOSSO IL GENERALE CORROTTO E TRAFFICONE E’ BASTATO GARANTIRE UNA BELLA CARRIERONA ALLA FIGLIA DEL GIUDICE
FAVORI IN PROMOZIONE – CHIESTO IL PROCESSO PER UN GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA, ACCUSATO DI AVER CORROTTO UN GIUDICE PER ESSERE PROMOSSO
Walter Cretella Lombardo avrebbe approfittato di una rete di conoscenze nei posti giusti per ottenere l’agognata nomina a generale – Nei guai insieme all’alto ufficiale delle Fiamme Gialle anche un consigliere di stato, un giudice del Tar e un maresciallo della Gdf…
Maria Elena Vincenzi per ‘la Repubblica‘
Una storia all’italiana, fatta di piccoli favori, di raccomandazioni, di interessi personali. I cui protagonisti, però, sono tre alti funzionari pubblici. Un generale di divisione della Guardia di Finanza, un consigliere di Stato e un giudice del Tar. I primi due accusati di corruzione per aver barattato piaceri personali, un occhio di riguardo per un ricorso in cambio di un aiuto in carriera per la figlia. Il terzo accusato di rivelazione del segreto d’ufficio e di calunnia. Ingredienti per una storiaccia che come scenografia ha il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato.
La storia inizia quando il pm napoletano Henry John Woodcock iscrive il generale Walter Cretella Lombardo per corruzione. Insieme al suo “mentore” ed ex capo del Sismi, Nicolò Pollari, l’ufficiale avrebbe acquistato appartamenti a Roma a un prezzo di favore. In cambio i due avrebbero assicurato all’immobiliarista l’affitto, a cifre esorbitanti, di una caserma delle Fiamme Gialle a Napoli.
È la fine di novembre 2012, dopo pochissimi giorni si riunisce la commissione che deve valutare se Cretella può diventare generale di corpo d’Armata. Lui, allora comandante del Veneto, vuole la promozione, chi lo conosce lo descrive come un uomo ambizioso. Ma sa che quel nuovo problema (già nel 2007 fu indagato da De Magistris per l’inchiesta Why Not e ne uscì prosciolto) gli bloccherà la carriera, come puntualmente avviene.
A questo punto, il generale decide di mettere in campo tutte le sue conoscenze. Contatta prima Brunella Bruno, magistrato del Tar della Campania ed ex capitano della Finanza. È lei, secondo l’accusa, a redigere il ricorso di Cretella al Tar del Lazio per bloccare la sospensione dell’avanzamento. E per farlo la Bruno chiede e ottiene da un maresciallo del comando generale informazioni coperte da segreto.
Per questo i pm romani (che hanno ricevuto il fascicolo da Napoli) contestano alla giudice e al maresciallo, Paolo Colaneri, la rivelazione del segreto d’ufficio (accusa dalla quale la Bruno ha cercato di difendersi parlando di una perquisizione illegale, per questo le viene contestata anche la calunnia).
Cretella, però, teme che quell’aiuto non basti. Si rivolge anche a un consigliere di Stato, Fulvio Rocco (in servizio, peraltro, alla commissione che dovrà giudicare il secondo grado del contenzioso di Cretella). Il giudice ha una figlia, Diana, ufficiale della Finanza. L’accordo è chiaro: Cretella si occupa di sostenere la carriera della ragazza in cambio di un aiuto sul suo ricorso. Un do ut des tra alti funzionario dello stato che per la procura è corruzione.
Questi gli atti dell’inchiesta che a metà febbraio finirà davanti al gup. Tutto il resto è il racconto di un malcostume che non fa onore alla giustizia amministrativa, gestita come se fosse cosa propria, con magistrati che curano gli interessi propri e degli amici.
Si scopre così che il generale e i due giudici avevano un telefonino dedicato, trovato a Rocco durante una perquisizione. Quando il pm, durante l’interrogatorio, gli chiede conto di quel “citofono” (così si chiama, in gergo, il cellulare usato per evitare le intercettazioni), il consigliere di stato risponde che è una «cosa fatta così, un po’ per gioco», salvo poi svelare che lo scopo era di non essere ascoltati.
Si scopre anche che il ricorso del generale Cretella viene depositato al Tar del Lazio sabato 22 dicembre 2012 a mezzogiorno, tre giorni prima di Natale. Non c’è tempo da perdere, la sospensione va bloccata subito. L’avvocato dell’ufficiale chiama direttamente il presidente della II sezione, Luigi Tosti. Il giudice non è al lavoro (spiegherà al pm che «non ama recarsi in ufficio il sabato») ma avvisa un collega che, in pochi minuti, arriva in tribunale e blocca tutto. Regalo di Natale per il generale che ora, però, rischia di trascinare in tribunale lui e chi glielo ha fatto.
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FONTE:
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/favori-in-promozione-chiesto-il-processo-per-un-generale-della-guardia-di-finanza-accusato-70758.htm
L’articolo FINANZA: PROMOSSO IL GENERALE CORROTTO E TRAFFICONE E’ BASTATO GARANTIRE UNA BELLA CARRIERONA ALLA FIGLIA DEL GIUDICE sembra essere il primo su basta casta.
basta casta
È stato bello finché è durato. È stato bello finché mi è bastato. È stato bello finché si è stancato.