Per tutti coloro che non lo sanno, “bel culetto” nasce in un momento particolare della mia adolescenza, in un momento critico e di rottura. Una storia, per me molto importante, era terminata da pochi mesi e l'esigenza di sfogarmi un po’, senza dover dare troppe spiegazioni a nessuno, era abbastanza elevata. Scrivere qui mi concedeva una grandissima opportunità: mantenere un'estrema riservatezza, sempre e comunque. Potevo decidere come, quando e cosa dire, in ogni momento, senza problemi. Questo soprannome mi riportava a degli istanti felici e il sorriso non mancava mai, quando certi pensieri risalivano in superficie. Vi racconto queste cose perché credo sia giusto far saper, a voi che mi leggete (sempre molto gentilmente, che sia da un anno o da un’ora) quanto segue. Tempo fa avevo una vera e propria mania, per l'ordine di questo blog. Mi piaceva curarne i dettagli, perfezionarlo, renderlo un luogo particolare, utile per tanti aspetti, magari anche per il confronto. In molti mi seguivano principalmente per l'url, di fatti ricevevo moltissime critiche, me la prendevo con un sacco di persone, anche perché sentivo che -giudicando le apparenze- non riuscivano a capirne il vero significato, il che diventava un motivo in più per renderlo sempre più vicino alle mie idee, giuste o sbagliate che fossero. Ultimamente ho trascurato questo “punto di ritrovo”, come piaceva definirlo a me, perché non mi sentivo (né mi sento) più la stessa. Dopo un periodo davvero felice, forse il più felice degli ultimi anni, le cose sono cambiate un po’: ritornare qui mi faceva pensare, mi faceva stare male, ed io già penso troppo senza sollecitazioni, fuguriamoci con quelle superflue! Mi sono presa i miei spazi, i miei tempi. Inutile dirvi che non è servito a molto, però ne avevo bisogno. Poi c'ho perso l'abitudine, tant'è che ho cominciato a programmare i post e stare qui ha perso il valore che io gli avevo sempre attribuito. Circa sette mesi fa, il titolo del blog era “frammenti di me”, poiché era così che mi sentivo: come un infinito numero di pezzi di vetro sparsi ovunque, che rappresentavano un'idea distorta e frammentaria del mio essere. Chi mi segue da allora lo sa: ci sono stati diversi cambiamenti, fino a questo periodo qui, nel quale il titolo si è tramutato in “RITROVARSI”, ossia quello che sto tentando di fare. Voglio riuscirci cercando qualsiasi sfaccettatura possibile della “me” che, in fondo, non hai mai smesso di esistere. Ecco, tutto questo per dirvi semplicemente che, proprio adesso che è ricominciata scuola, che ho moltissime ore di sonno da recuperare e tante cose da fare, ho intenzione di recuperare un po’ anche qui! Mi andrebbe di fare qualcosa in più per me stessa, valorizzarmi, recuperare alcuni tasselli di me che avevo nascosto sotto la sabbia. Spero che possiate apprezzare, insieme a me, l’evoluzione di questo piccolo luogo e di tutte le altre iniziative che ho intenzione di sviluppare. E, siccome stasera mi sento più gentile del solito, vi auguro di non perdervi mai o, nel caso in cui già fosse troppo tardi, di ritrovarvi esattamente come vorreste essere. Siate sempre voi stessi, D.











