Alzarsi piena di energia, decidere di prendere di petto questo cambiamento invece di subirlo; di cavalcarlo, per cambiare anche io, insieme a tutto quello che mi circonda. Godere la colazione con la finestra aperta sulla corte. Godere del ritrovare la banca, il supermercato; sorridere alla cassiera. Orientarsi in auto, mentre si ascolta un CD di Cristina Donà, sentirsi meno sola perché si ha il numero di una nuova amica che sa tutto di me e di cui so molto anche senza esserci mai viste. Immaginare sere come quelle di ieri, che sono stata io a costruire con le mie mani. Guardare con ottimismo al disagio della scuola lontana, perché dietro a un disagio spesso si nasconde l'opportunità di fare meglio, di diventare meglio, anche, Tornare a casa dopo esser stata dall'estetista, incrociare Moroso per strada per caso; fermarsi a salutare questo strano miracolo di essere nella stessa città un giovedì lavorativo. Ricevere la visita a sorpresa di un amico curioso di vedere questi scatoloni, ormai trasformati in un essere mitologico. Sentire, anche se solo per un attimo, la Terra sotto i piedi e il cielo sopra la testa. E pensare che va tutto bene.