A te mi dono, sciolta e supina
come la terra s’arrende alla pioggia
come la vela si piega al respiro
feroce e soave del vento notturno.
Spezzami, scioglimi, plasmami ancora
sia tua la mia essenza, sia cera e sia fiamma
ché nulla mi resta se non il tuo gioco
se non la dolcissima, atroce condanna.
Non ho più nome, né carne né sogno
son cenere sparsa nel solco del giorno
son acqua che trema nel cavo dei palmi
e a te si consegna per vivere o perdersi.
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