«Non solo è un milkshake alcolico, ma è esplosivo!» e no, non è un modo di dire. «Seguimi» e l`ironia non è casuale, visto che lui non la segue mai. «E` un drink che si può ordinare a coppie o in gruppo, ma mai da soli. E` a tempo... ti esplode in faccia se non riesci a indovinare tutti gli ingredienti o... qualche altra cosa: se sbagli a fare un`affermazione sull`altro, se dici una certa parola... che ne so, qualsiasi cosa. Serve per sfidare l`altro e a fare conoscenza. Saresti sicuramente il primo locale di classe» l`ha detto davvero?
Il menù copre per un pelo il suo roteare gli occhi al cielo, ma forse dal silenzio che ostenta sarà facile intuire la sua espressione. «Di classe... oh beh...» sarà mica sarcasmo quello? «Diciamo che non è il termine che sceglierei» compunta, quasi come fosse possibile non offendere la sua creatura (...) solo scegliendo un tono noncurante e mantenendo la postura impeccabile della damina intenta a consultare il menù.
«È di classe» inizia con fermezza. «Solo perché ballano intorno a una pertica...» Sospira. «Ti ho poi già detto perché l`ho aperto...» Non vorrebbe ritornare sull`argomento.
«... a vendere milkshake. In bicchieri di vetro, niente plastica» contratta, inclinando il capino di lato, speranzosa.
Alza le sopracciglia stupito piacevolmente, mentre comincia ad attraversare seriamente l`idea di inserirlo nel menù. «Quest`idea mi piace» si limita a dire, ma solo perché il cervello sta galoppando. «Segui me ora, vieni. Mi hai fatto venire un`idea» Le darà i diritti, statene certi. Andrebbe così ad acchiappare la sua mano per smaterializzarsi ancora - «Ah, tieniti stretta» scusa, Wilson, ogni volta lo dimentica - e riapparire dietro il bancone del Maze completamente vuoto. Andrà a racimolare latte, frutta, peperoncino e un bicchierone di vetro. La guarderà poi con occhi allargati e un sorrisone stampato sulla faccia, attendendo.
Un sonoro sbuffo a finirgli in viso «io ti seguo sempre» mentre già si lascia trascinare per quella mano che lui è tornato ad acchiappare.
«Stretta» rafforzando la presa sulla sua mano mentre spariscono risucchiati dal vortice della Smaterializzazione. Neanche fa in tempo a riprendere familiarità col pavimento o a guardarsi intorno, che lui l`ha già lasciata a barcollare in un posto assai insolito. Il retro del bancone: uuuuh. Si potrebbe tradurre così l`espressione sorpresa ed emozionata che mette sù, come se le fosse appena stato regalato un privilegio indicibile. Si diverte ad esplorare la parete a specchio piena di liquori colorati, puntellando i gomiti sul bancone per poi salirci a sedere sopra. Le gambe a penzoloni e lo sguardo che ora ritorna su di lui. Gli sorride di rimando, nel vederlo carico di roba, affaccendarsi attorno a quello che ora è chiaro che cosa sia.
«Sto per assaggiare un milkshake alcolico in vergognosa anteprima?»
Sporgendosi appena in avanti, elettrizzata come una bimbetta a cui abbiano appena comunicato che Natale arriva con sei mesi di anticipo. «Hai la mia attenzione».
«Dobbiamo provare gli ingredienti» si toglie il farfallino e si sbottona il colletto della camicia per stare più comodo; infine si arrotola le maniche della camicia per non intralciare le mani. «Che proponi?»
Un guizzo allegro attraversa le iridi quando lei incrocia il suo sguardo, iniziando a mordicchiarsi il labbro inferiore come ogni volta che è nel mezzo di un fermento creativo. «Quand`è il momento di dirti che sono un disastro in cucina?» domanda retorica, anche se dal sorriso pericoloso c`è da esser sicuri che non si tirerà comunque indietro. «Hai preso del peperoncino... credo di sapere dove stiamo andando» la mantellina verrebbe sganciata e poggiata di lato, così che lei possa compiere l`inutile gesto di sollevarsi le maniche del vestito già a tre quarti. «Se esploderà deve essere piccante, difficile da tenere in bocca. Siccome nasce per l`incontro, deve necessariamente essere afrodisiaco...» allungando una manina per andare a pescare gli ingredienti che ha in mente, nominandoli man mano «zucca» perché per lei E` un ingrediente afrodisiaco «peperoncino e... ci vuole del cioccolato fondente come base. Per forza» di cosa stiamo parlando, gente? «Non credo di sapere che sapore abbia il ribes nero... ma con la zucca sta benissimo la salvia e il tè nero o verde» .
«Oh, tranquilla... io sono un disastro nei giochi, tu in cucina. Ci compensiamo» ribatte, avvicinandosi rapidamente per cercare di rubarle di nuovo un bacio, prima di mettersi a lavoro. «Il frutto della passione è meglio della zucca se vuoi l`afrodisiaco» commenta, grattugiandosi il mento con le unghie.
«Pensa cosa succederebbe se giocassimo in cucina» sogghignando, come una bimbetta deliziata all`idea di creare situazioni ancora più disastrose. O forse per quel bacetto che le arriva sulle labbra, che le fa dondolare allegramente quei piedini neanche quello fosse il suo modo di fare le fusa, dondolando anche il capino biondo allo stesso ritmo. Magari ci ritorneremo un`altra volta su tutte le cose compromettenti che Harry ha appena detto, sì? Ora è troppo impegnata a rivolgergli un`occhiata oltraggiata.
«Io non credo proprio» incrociando le braccia al petto, la burrasca all`orizzonte nel momento in cui lui pare voler anteporre il frutto della passione alla zucca.
Una risata scema gli fuoriesce spontanea alla quella buttata lì senza malizia, qualcosa di caldissimo in quegli occhi azzurri che lo guardano gli sciolgono il cuore come quel fondente fuso che attende elettrizzato la sua sorte. «Però la zucca è più dolce» acconsente. «Cioccolato...» posa sul bancone una ciotola con del cioccolato fuso fondente. «Fondente, così fa da contrasto al dolce della zucca e del latte».
«Vedo che iniziamo a capirci»
Annuisce soddisfatto. Riflette un momento. «Proviamo zucca, fondente, ribes e peperoncino italiano» conclude, agitando la bacchetta e frullarli bene dentro il bicchierone di vetro. Gli ci vuole una manciata di minuti per completare il tutto, ma alla fine esce un milkshake dal colore caramellato e qualche bacca di ribes a decorazione sul bordo. Afferra il bicchiere e lo porge alla cav- alla Wilson.
«A te il primo assaggio!»
«Più zucca, o il cioccolato sovrasta troppo il dolce. Merlino. BRUCIA!»
«Lo chiameremo Colazione da Wilfany»
Un vero peccato che non possa cogliere la citazione al film babbano del secolo scorso, quindi a farla sorridere è probabilmente il fatto che il nome le piaccia o che quel bicchiere di latte abbia rinfrescato il palato. «Mmh... una colazione alcolica. Con la zucca sta bene l`incendiario e lo so che probabilmente ora partirà una diatriba fra irish whiskey e scotch QUINDI... propongo una doppia variante per non scontentare nessuno».
«Va bene, doppia variante.
Colazione da Wilfany e Colazione da Harrilly»
Le gote scelgono di accendersi maggiormente solo adesso, quando la doppia fusione di nomi e cognomi le scaraventa finalmente addosso l`importanza di quello che stanno facendo. Ilary Wilson e la sua discutibile piramide dei valori, sulla cui cima sosta indisturbata l`idea del milkshake alcolico dei suoi sogni che sta per venir incluso nel menù del suo locale come fosse la cosa più naturale del mondo. Oh, perfetto, ora sente di nuovo i polmoni in fiamme. O forse è solo l`effetto del peperoncino. Deglutisce a vuoto.
«Harrilly è veramente terribile però!»
«Che ne dici se si potesse invece scegliere l`ubicazione della colazione? Colazione da Wilfany sui Grampians o a Dublino oppure...» azzarda, alla ricerca di qualcosa di più intuitivo «Colazione da McWilfany o da O`Wilfany»
«La verà sfida sarà finirlo o tenerlo in bocca abbastanza a lungo. E` intrinsecamente esplosivo... Duffany!» Look at her, così elettrizzata. «Abbiamo creato una bomba ad orologeria senza nemmeno bisogno della magia» how cool is that.
Non può non notare la sincera gioia che si sta facendo strada sul viso della strega lì accanto; un guizzo nelle viscere lo obbliga a guardarla incantato. «Ti vedo particolarmente contenta» commenta con una punta di indifferenza nella voce, ma il sorriso a vanificare tutta quella messa in scena, perché è un sorriso soddisfatto e colmo di letizia. Ha un paio di ipotesi sul perché tutto questo la renda felice: o per una personale soddisfazione di avere una propria idea nel menù di locale o per l`originalità - modestia a parte - del nome che comunque va a portare una certa importanza a tutta quella faccenda. A loro due, e alla storia del Maze. «Colazione da McWilfany o da O `Wilfany, andata» concorda.
Lei si cura di rivolgere il sorriso altrove. «No, non lo sono» lo rimbecca infatti, volutamente capricciosa nel negare l`ovvio con assai poca convinzione. «Probabilmente sei tu che osservi male almeno tanto quanto ascolti» la punzecchiatura innocente con cui torna infine a guardarlo; un sorriso accartocciato a lato della bocca e quegli occhi lucidi e ridenti che non imbrogliano proprio nessuno; come i piedini felici che continua a far dondolare. «Posso fartela una domanda?» va poi a domandare con semplicità, come se stesse per chiedergli una cosa sciocca e fondamentale come "pensi davvero che il frutto della passione sia più afrodisiaco della zucca?" e invece no, quello con cui conclude è:
«Come mai il locale ha cambiato... tema? Credevo rendesse omaggio al-al tuo amico»
Cauta, nel tirarlo in ballo con una delicatezza che in fondo sa tirar fuori, quando serve, tornando solo ora sul suo viso.
«Be`...» comincia; si sposta una mano dietro la nuca, con fare imbarazzato.
«Ora rende omaggio a... qualcun altro»
so will you share your soul with me?
unzip your skin and let me have a see?
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you’ll fit so nicely, you’ll keep me intact
You found parts of me I didn’t know existed and in you I found a love I no longer believed was real. ___________________________________ #cutie #mylove #boyfriend #girlfriend #love #growtogether #couple #couplegoals #bigchanges (at Glen Saint Mary, Florida) https://www.instagram.com/p/BpNI3f2DB8a/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=s20xi9kxek8o
Hi my loves. I just wanted to remind you, each and every one of you that no matter where you are on your journey, the choices you make, they matter. They really, really matter. Be brave in your ambitions for yourself. Be fierce in your convictions to be kind. Nourish every inch of your being with compassion, love and kindness. Those little choices create bigger differences than one may think. You matter, your mind, body and spirit MATER. Your patience IS a virtue, treat it so. #KeepTheFaith #NourishYourSoul #SmallSteps #BigChanges #BeKind #HaveCompassion #GiveLove
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