1. Le Classi Sociali in India
Uno dei tratti più sorprendenti delle società post-rgvediche è la loro divisione sistematica in quattro “classi”, dette in sanscrito i quattro “colori” , “varna”, le prime tre delle quali benché diverse sono pure perché propriamente “Arya”, mentre la quarta, formata indubbiamente dai vinti della conquista “Arya” è sottomessa alle altre tre ed è quindi irrimediabilmente impura.
I doveri di ognuna delle tre classi “Arya” servono per definirle: i Brahamana, sarcedoti, studiano ed insegnano la scienza sacra e celebrano i sacrifici; gli Ksatriya (o Rajuna), i guerrieri, proteggono il popolo con la loro forza e con le loro armi; ai Vaisya è affidato l’allevamento e l’aratura, il commercio e più in generale la produzione di beni materiali.
Questi gruppi funzionali e gerarchizzati sono conchiusi tutti su loro stessi in base all’ereditarietà, all’endogamia e a un codice rigoroso di interdizioni. Sotto questa forma classica non vi è dubbio che il sistema non sia una creazione propriamente indiana posteriore alla maggior parte dei “rgveda”.
I nomi delle classi citate precedentemente non sono menzionati chiaramente se non nel sacrificio dell’uomo primordiale, nel X libro della raccolta, il più differente rispetto agli altri. Una tale creazione non è quindi nata dal nulla, bensì dall’irrigidimento di una pratica preesistente.
Gli studi di V.M. Apte provano come sin dai tempi della redazioni di questi inni la società fosse già pensata secondo la tripartizione: Sarcerdoti, Guerrieri, Allevatori e che se questi gruppi non avevano i nomi designati dal sanscrito, erano già inseriti in un sistema gerarchico che definiva distributivamente i principi delle tre attività.
Brahaman (al neutro) “scienza e utilizzazione delle correlazioni mistiche tra le parti del reale visbile e invisibile” , ksatra “potenza” vis “contadinanza” o “habitat organizzato” (la parola è apparentata al latino “Vicus” e al greco “Οίκος”, al plurale Visah “insimee del popolo nel suo raggruppamento sociale e locale”.
Stralcio Tratto dal libro di G. Dumézil l’ideologia tripartita degli indoeuropei.










