Il primo libro
Immagine: da ebay
Il primo, vero libro che ho mai visto (no, in casa mia non ce n'erano!) è stato un piccolo e grigio volumetto della BUR [Biblioteca Universale Rizzoli] con le Favole di Esopo. Sul finire della mattinata di scuola la maestra lo tirava fuori da un cassetto della cattedra, ci leggeva ad alta voce uno di quegli strani, brevi racconti e chiedeva a noi bambini, come compito a casa, di farne il riassunto e di riportarne la morale. Questo ricordo dei primi anni delle scuole elementari me lo ha fatto riaffiorare un amico, insegnante di lettere in un istituto professionale: raccontava, sconsolato, della difficoltà che ha nel far leggere ai suoi allievi non un libro intero ma addirittura un racconto, e dell'incapacità dei ragazzi di scriverne il riassunto. C'è da preoccuparsi molto, vero? Quei gloriosi libriccini della Rizzoli, che da allora ho sempre amato, li ho poi ribattezzati BURrini, per via delle dimensioni ridotte e più che tascabili che hanno: 10,5x15,7 cm. Due settimane fa, in un angolo di scambio di libri in un supermercato, ne ho visti ben cinque, l'uno accanto all'altro: mi sono precipitato immediatamente a prenderli, senza starci a pensare, anche se qualche testo mi era già noto, e adesso li ho qui a due passi da me, su uno scaffale bene in vista, a fare buona compagnia a qualche decina di confratelli.
Esopo, [Aἰσώπου μῦθοι], Favole, Milano, Rizzoli BUR, [N. 369-370], 1950 (?) [Trad. E. Ceva Valla]













