Rumpeta, rumpeta, rumpeta
Un elefante corre tenendo in groppa un bambino paffuto dai capelli rossi, e con il suo rumpeta, rumpeta, rumpeta mi richiama alla mente la lingua Piripù di Emanuela Bussolati in Tararì Tararera. Questo, però, è un albo tutto diverso, firmato da Raymond Briggs nel 1969. Torna sulla mia scrivania grazie a una bella raccolta pubblicata da Random House (Blooming Books) che ho recuperato a una Fiera del Libro per Ragazzi di qualche anno fa e che oggi ho ripreso in mano. The Elephant and the Bad Baby è uno dei rari titoli illustrati da Briggs ma scritti da un altro autore, in questo caso Elfrida Vipont: un’ironica e irresistibile storia sulle buone maniere. Il bambino non dice mai Sì, grazie, ma per ironia della sorte viene sgridato dall’elefante, che a rubare torte e gelati non si fa alcun problema. Un elefante che fa la parte dell’adulto: educa sui dettagli, ma talvolta si dimentica della sostanza.
> Raymond Briggs (1934) è un importante illustratore inglese, i cui longseller sono senza dubbio gli albi dedicati all'inverno e al Natale. Dopo aver vinto la Greenaway Medal per The Mother Goose Treasury, a inizio anni Settanta pubblica due storie a fumetti con protagonista un Babbo Natale lavoratore: un ritratto legato alla figura del padre di Briggs, che consegnava ogni giorno il latte casa per casa. Il titolo più amato dell'autore è forse The Snowman (1978), un fumetto muto che narra l'incontro tra un bambino e un pupazzo di neve.
> La lingua Piripù di Emanuela Bussolati è una lingua inventata: un invito per l'adulto a giocare con il bambino mentre legge per lui ad alta voce. Non è un caso che gli albi in lingua Piripù vengano spesso utilizzati nei corsi di lettura animata: slegano il significato dalla lingua, e lo affidano in tutto e per tutto alle illustrazioni e alla comunicazione interna alla diade lettrice di adulto/bambino, fatta di suoni, scambi affettivi e continue invenzioni.










