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I’m liveblogging Capitan Tempesta to my friend group chat and the chat has been full of eyes emojis and kiss emojis ever since Haradja first graced the book’s pages.
Carla Candiani starring as Capitan Tempesta (1942) the Salgarian heroine who, educated by her father to the art of swordsmanship and horsemanship, wears the armour to fight against the Ottomans in the siege of Famagosta, while in search for her fiancé who had fallen prisoner of the Turks. The film was directed by Corrado D'Errico and was followed by Il Leone di Damasco ( The Lion of Damascus) , also based on Salgari's sequel- novel with the same title. 'La duchessa, che oltre ad essere una spadaccina formidabile, era pure una amazzone impareggiabile, allentò le briglie del suo cavallo e caricò risolutamente, colla spada in linea, passando come un uragano accanto al turco. Nel momento in cui questi si preparava a coprirsi colla scimitarra gli vibrò una stoccata in direzione della gola, onde non smussare la spada contro la corazza.Muley-el-Kadel, che già stava in guardia, parò rapidamente, ma non interamente. La spada della intrepida fanciulla, rialzata bruscamente, lo colpì nel cimiero, il quale gli fu levato di colpo e gettato a dieci passi di distanza. — Ecco una stoccata magnifica, disse il Leone di Damasco, stupito da quella botta fulminea. — Questo fanciullo vale meglio dell'Orso della Polonia. Capitan Tempesta continuò la sua corsa per una ventina di metri, poi, facendo fare al suo cavallo un rapido volteggio, tornò contro il turco colla spada sempre in linea, pronta a colpire. Gli passò a sinistra, parando un colpo di scimitarra e si mise a volteggiargli intorno, spronando sempre il cavallo per imprimergli maggior velocità. Muley-el-Kadel, sorpreso da quella manovra, aveva un gran da fare a tener fronte a quell'agile nemico. Il suo cavallo arabo, semistordito, girava sulle zampe deretane, inalberandosi, onde poter far fronte a quello del giovane capitano che pareva avesse il fuoco nel ventre.I turchi ed i cristiani prorompevano in altissime grida, incoraggiando i loro campioni. — Addosso, Capitan Tempesta! — Viva il difensore della Croce. — Uccidi il giaurro! — Allah! Allah! La duchessa, che conservava sempre una calma meravigliosa, a poco a poco si stringeva addosso al turco, I suoi grandi occhi neri mandavano lampi ed il suo viso si coloriva di roseo. Le sue labbra vermiglie fremevano e le sue narici si dilatavano, come aspirassero l'odore acre della polvere.I giri diventavano sempre più stretti, mentre il cavallo arabo del turco, girando sempre su se stesso, si esauriva rapidamente. — Badate, Muley-el-Kadel! gridò ad un tratto. Aveva appena terminato l'avvertimento, quando la sua spada colpì il turco sotto l'ascella destra, là dove la corazza non riparava più il petto. Muley-el-Kadel aveva mandato un grido di rabbia ed insieme di dolore, mentre fra le orde barbare s'alzava un muggito formidabile, simile al fragore che produce la marea della Manica in una notte d'uragano. Sugli spalti di Famagosta invece, i guerrieri veneti sventolavano le bandiere ed i fazzoletti ed alzavano sulle picche e sulle alabarde i loro elmi, urlando a squarciagola: — Viva il nostro giovane capitano! Laczinki è vendicato! La duchessa, invece di piombare sul ferito e di finirlo come ne avrebbe avuto il diritto, aveva arrestato il cavallo, guardando con un misto di orgoglio e di compassione il giovane Leone di Damasco che faceva sforzi supremi per mantenersi in sella [...]'. Capitan Tempesta, Emilio Salgari