Il Pagamento del Tributo di Masaccio - Un'opera che rivoluzionò il Rinascimento
Il Pagamento del Tributo di Masaccio - Un'opera che rivoluzionò il Rinascimento
Intorno al 1424, Masaccio iniziò a dipingere Il pagamento del tributo, una delle opere più rappresentative del Rinascimento. L’affresco si trova nella Cappella Brancacci, nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, ed è parte di un ciclo che testimonia l’immenso talento dell’artista.
La scena è tratta dal Vangelo di Matteo (17, 24-27) e racconta un episodio della vita di Cristo e degli Apostoli.
Masaccio utilizza la narrazione continua: in un’unica scena sono rappresentati tre momenti diversi della stessa storia, che non si leggono in ordine lineare, ma partono dal centro del dipinto.
Al centro si trova Cristo, circondato dagli Apostoli. Indossa una veste rossa (natura umana) e un mantello blu (natura divina), mentre Pietro porta una tunica blu e un vistoso mantello arancione. Entrambi indicano verso sinistra: è il momento in cui Gesù ordina a Pietro di andare al lago.
Di fronte a loro, di spalle e con una tunica corta color senape, si trova il gabelliere. Senza aureola e sbarbato, per distinguerlo dai personaggi sacri, indica verso destra, dove attenderà il pagamento.
Qui il racconto si sposta: Pietro è accovacciato sulla riva del lago e, con un gesto semplice e concreto, estrae la moneta dalla bocca di un pesce. Ha deposto il mantello per non rovinarlo. È un’immagine di grande umanità.
La scena si chiude davanti a un edificio rinascimentale. Pietro consegna la moneta al gabelliere con un gesto deciso, mentre l’esattore la riceve controllandola sulla mano.
Masaccio rivoluziona la pittura: le figure hanno una solidità quasi scultorea e tutte le linee della prospettiva convergono verso il volto di Gesù, rendendolo il centro geometrico e spirituale della scena.











