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Nuovo Post pubblicato su Milano Post Quotidiano ONLINE di Informazione e Cultura #Arresto, #Carlobo, #Gay, #Omofobia, #Omosessualità, #Raid
Nuovo Post pubblicato su http://www.milanopost.info/2013/12/04/raid-squadrista-e-omofobo-contro-gay-arrestato-19enne/
“Raid squadrista e omofobo” contro gay: arrestato 19enne
Milano, 4 dicembre – È stato identificato e arrestato l’uomo che il 26 agosto 2013 ha brutalmente malmenato un signore di 40 anni perché omosessuale. L’episodio è avvenuto la scorsa estate presso i giardinetti di via Carlo Bo, zona Romolo. L’aggressore, C.B., è un giovane moldavo di 19 anni. Secondo quanto riportano gli investigatori del commissariato Ticinese, il 19enne picchiò insieme ad altri complici un italiano che si era appartato con il proprio compagno. Il 19enne è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove era già rinchiuso per un’aggressione simile. Il 12 maggio, infatti, ha picchiato un 40enne sempre nella stessa zona. Al pestaggio hanno partecipato 4 minorenni dai 15 ai 17 anni, tre italiani e un albanese, quest’ultimo figlio di un pluriomicida. Sembra che il gruppo organizzasse vere e proprie “spedizioni punitive” contro gay e transessuali che frequentano la zona. Riguardo al caso del 25 agosto, la vittima ha riportato la frattura della mandibola e della scapola, con una lunga prognosi. Il malcapitato è riuscito a parlare con gli agenti solo dopo 10 giorni dall’accaduto a causa delle difficoltà di articolazione. Gli investigatori hanno scoperto che al momento dell’aggressione C.B. era evaso dagli arresti domiciliari. Su un terzo episodio ai danni di un colombiano, risalente a fine giugno nello stesso luogo, sono in corso accertamenti. Il gip Anna Laura Marchiondelli ha sottolineato l’inaudita violenza con cui agiva il gruppo paragonandolo a “un raid squadrista”. Nell’ultimo caso, addirittura, l’arrestato ha dichiarato di non aver chiamato l’ambulanza perché ha pensato “che non stesse così male”, anche perché “l’ho visto che si rialzava”. Di fronte a queste azioni brutali, non possiamo che appellarci al Governo affinché venga attuata prima possibile la legge contro l’omofobia; sperando in un cambiamento culturale di un Paese ancora troppo poco civile riguardo ai diritti degli omosessuali.
Giulia Iemma