La poesia non è serva di nessuno. Semmai la compagna, talvolta infedele, di chi se la porta per mano attraverso i giorni come una bambina. Bizzosa, ribelle, pronta sempre a mollarti un calcio negli stinchi quando la tua poetica non da il giusto ritmo a questa passeggiata, a quest’andirivieni nella bellezza ingovernabile e sempre possibile che è il proprio divenire. Per questo, nel mio affetto per lei che dico così malamente, spesso mi tira forte per il braccio, invitandomi a ridere ad ogni mio maldestro tentativo di rimanere stabile in questa continua burrasca di stelle e di fango, e mi esorta alacremente spingendomi a rincorrere con gioia anche l’impossibile.














