Ci sono delle notti in cui, semplicemente, non riesci a dormire. Sei nel letto, ti giri e rigiri, ma il sonno non si impossessa di te, e così ti alzi dal letto, accendi il computer, e inizi a scrivere sulla tastiera tutto quello che ti passa per la testa, così da aiutarti a mettere in ordine i pensieri. Ci sono delle notti invece, dove scrivere non ti serve a nulla, e allora esci dalla finestra, sul balcone e ti siedi lì, per terra, ad annusare l'aria estiva, il profumo dell'asfalto bagnato proveniente da quel lontano temporale di cui vedi solo i lampi e di cui però non senti i tuoni. Le notti peggiori però sono quelle in cui ti senti solo e innamorato, e allora l'unica cosa che desideri fare è scrivere alla persona che ti piace, metterti a parlare con lei di tutto, scoprire che in realtà avete più cose in comune di quanto avresti mai potuto credere. Sono queste le notti più terribili, quelle che ti fanno chiedere il perché tu non sia ancora diventato un dipendente da sonniferi, perché da queste notti non esce mai nulla di buono. Scrivi all'amato dopo esserti fatto progetti interi in testa, e lui magari non risponde, o non lo fa come vorresti, e tu, pur di iniziare quel fantomatico stupendo discorso che avevi in testa lasci la tua mente nuda ed esposta, esprimendo tutti i tuoi sentimenti. Così le emozioni fluiscono dentro lunghi messaggi a cui il destinatario probabilmente non farà neanche tanto caso, ma che ti lasciano il vuoto dentro. Un vuoto che non si sente soltanto la notte stessa, ma soprattutto il giorno dopo, quando si capisce di aver fatto un enorme passo falso. Bisogna sempre stare attenti alle notte insonni, alle chat notturne, spesso portano più guai di quelle fatte da ubriachi, perché non si può neanche fingere che a parlare sia stato l'alcool.
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