Temi il tempo che passa? Hai paura di invecchiare?
Buongiorno caro cronologico anonimo,
e che dolentissimo tasto vai a toccare! La risposta è sì, assolutamente sì, a parte il fatto che, ahimè, invecchiato lo sono già, collocato come sono ad incolmabile distanza, oramai, dalla gioventù.
Confesso che sto vivendo una spiccata e fin troppo ''da manuale'' crisi di mezza età, sentendomi colpito profondamente nella sicurezza in me stesso, nella mia autostima, nella fiducia che pongo (ponevo) nella vigoria del mio corpo, nella capacità che ho di interpretare un mondo sempre più diverso da quello che osservavo quando era la mia, di generazione, ad essere quella centrale, quella protagonista.
Non mi piaccio fisicamente, non mi piace la riduzione delle cose che posso fare con tranquillità (un esempio su tutti: in palestra sto lavorando, sbagliando, sul dolore, soprattutto articolare, incapace come sono ad arrendermi alla necessità d cambiare modalità di allenamento) e non intravedo l'emergere di che sa quale nuova opportunità, che mi confermi che ''ogni stagione ha le sue cose belle'' con cui amici, affetti, interlocutori cercano di consolarmi.
Non mi piaccio nemmeno nel mio approccio alla cultura, all'intelletto, perché sono malato di nostalgia e mi sembra che fosse tutto più bello, un tempo, con la conseguenza di ritrovarmi conservatore se non addirittura ''restauratore'', nell'accezione 1815-Congresso di Vienna.
Infine ho una gran paura del futuro, ho paura siano poche le Estati in cui potrò ancora ballare, ho paura siano pochi gli anni in cui potrò ancora chiamarmi fuori dalle esigenze e dalle accortezze espresse e richieste dagli anziani, sempre che inconsapevolmente non ci sia già dentro con tutte le scarpe, a quel gruppo demografico.
Porcalòca!














