A volte ritornano: Dylan Dog n. 34, "Il buio". Per molti un cult. E si può capire perché, si parla di una storia che arriva dopo nemmeno 3 anni di vita del personaggio: tutto é nuovo, fresco, vitale. Per me, ordinaria, priva di alcun sussulto, con una geniale idea di base poco sfruttata. Una sorta di saldo prototipo per i futuri gialli chiaverottiani, dove la struttura base verrà implementata con gustose e valide variazioni sul tema. Unica scena che scuote vagamente dal torpore del pilota automatico é il Raduno annuale dei sosia, grazie alla scansione addirittura "filmica" con il quale sono narrati gli avvenimenti. Si nota, in generale, una staticità nel montaggio degli avvenimenti. Più avanti, la fluidità sarà caratteristica di questo autore. Sul lato disegni, un Dall'Agnol ancora non al suo meglio si riscatta grazie alle "inquadrature" della scena di pioggia. Un accoppiata che poi darà vita a perle come "Goblin" e "Il confine". In conclusione, si tratta comunque di un numero da leggere: segna l'esordio di Claudio Chiaverotti e di un nemico storico come Mana Cerace. #dylandog #ilbuio #bonelli #sclavi #chiaverotti #manacerace #fumetti #comics #letture #lettore #read #horror #fear #splatter #killer #italy #80's #classic #cult #dark #vintage #hobby #passioni #review #opinioni https://www.instagram.com/p/BwEi8LJnwJJ/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=9ye083bmjzw1








