Ieri sera un ragazzo, un mio coetaneo, figlio di amici di famiglia, è stato investito mentre andava in scooter ed è morto pochi minuti dopo. Ho pensato che crescendo ci si rende davvero conto di quanto la vita sia imprevedibile e soprattutto di come basti un attimo per sconvolgerla o cambiarla per sempre. Ho pensato anche che quello che è successo a lui sarebbe potuto succedere a me, a mia sorella, al mio ragazzo, al mio migliore amico, o a chiunque altro. Che è terribile come, a vent’anni, non mi bastino le dita delle mani per contare i miei coetanei che, per un motivo o per l’altro, non ci sono più. Che chi diventa adulto alla fine non è altro che un sopravvissuto. Che è veramente solo un caso se io oggi sono qui e posso scrivere questo, mentre uno qualsiasi di loro non può più farlo. Ho pensato ai genitori di questo ragazzo, che dovranno affrontare la cosa più brutta che può accadere nella vita di una persona, e cioè la morte del proprio figlio quando aveva ancora tutta la vita davanti, e si troveranno a provare in tutti i modi a riempire un vuoto incolmabile. E poi ho pensato che da oggi in poi dovrò sentirmi ancora più fortunata per ogni giorno che mi sarà concesso. Perché la vita può finire in un attimo, e non vorrei mai morire triste.