Non avresti dovuto essere niente con me,
sia perché parto dal presupposto di non valere nemmeno più di tanto io,
sia perché da me non si ottiene nulla.
Vesto di merda, bevo Peroni da 66 ad 1.20€ dal pakistano, metto gli anfibi e sono un cliché vivente anche se cerco in tutti i modi di scollarmi queste disillusioni, uno psicologo poco bravo dice che vorrei comunicare qualcosa col corpo ed è vero.
Ma sono anche bravissima a mentire, magistralmente bugiarda, fingere sicurezze dal tono di voce e guardarti negli occhi senza battere ciglio e dirti che va bene così, che io sono di ferro, che supero tutti gli ostacoli e sono una ginnasta olimpica mancata.
Ho contato i tuoi nei, per ora sono arrivata a 7 e mi sono resa conto che parto sempre dai presupposti sbagliati. Troppo sognatrice, troppo romantica, ed è buffo essere di troppo quando non vali nulla, è un paradosso mentre vorrei essere palindrome . Vorrei iniziare e finire allo stesso modo mantenendo lo stesso significato, non cambiare mai, essere quella sicurezza che ti mostro.
Sai, ci sono rimasta male, come quando mi cade la panna dal gelato, siamo in finale sbagliato di un film a low budget col produttore strafatto di cocaina.
Ma va bene così, io supero tutto, io inscatolo come i commessi del Mc Donald’s ed incasso così tanti colpi che ho la pelle a chiazze, quando mi spoglio ricordo un giaguaro, nel tuo corpo mi muovevo come i felini.
Supero tutto, 220km/h senza patente perché vivo in centro Torino come i borghesi, aristopunk.
Perché ti sto dicendo queste cose?