Ormai questa quarantena nella casa che ho arredato a mia immagine e somiglianza sta mettendo alla prova la mia già labile salute mentale. Ho capito ancora meglio che non si deve dare per scontato niente e nessuno. Quando mi viene chiesto come sto, rispondo che sono bipolare. Ma in modo importante eh! Passo da momenti in cui ballo per casa sembrando ad un rave party e impasticcato come un tossico, a momenti in cui fisso un punto del muro e tamburello con le dita sul tavolo ad altri in cui imbastisco veri e propri simposi filosofici con #CletoForever ma ad un certo punto anche lei si stanca e va a fare la cacca noncurante del mio bisogno di confronto felino. Nei momenti di down devo solo iniziare a dondolarmi avanti e indietro emettendo gridolini e sono pronto per la Neuro. Mi manca molto il poter toccare le persone. Vedere i miei nipoti in giardino e non poterli rincorrere e prenderli in braccio per “spernacchiarli” di baci mi fa innervosire. Sono sempre stato un tipo molto fisico. Devo abbracciare, pizzicare, stringere, punzecchiare; tutto per far sentire la mia presenza e percepire quella di qualcuno. È strano, il fiato sul collo e la troppa presenza mi hanno sempre fatto sbuffare e buttare gli occhi al cielo. Ora, paradossalmente è quello di cui ho bisogno. Ho bisogno di pacche sulle spalle, di mani che si stringono, di abbracci, di buffetti e di teste appoggiate sul petto guardando un film. Mi sono appena reso conto che anche questo post è parecchio bipolare. La quarantena mi sderena. https://www.instagram.com/p/B-R7X-ThoK5/?igshid=vhk60zzhsy6k














