Tranquilla puoi pure mandarmi segnali confusi tanto non capisco manco quelli diretti
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Tranquilla puoi pure mandarmi segnali confusi tanto non capisco manco quelli diretti
Stasera mentre tutti erano a tavola, da poco terminata la cena, io ero in bagno e piangevo. È stato un secondo ma è come se il mio corpo non potesse più trattenere, non dopo tutti questi giorni in cui i pensieri mi tartassavano e sono diventati oramai uno, unico e fisso, che torna sempre anche quando non lo decido. Piangevo e non sapevo come fare, come affrontare ciò che mi sta succedendo perché la verità è che non lo so nemmeno io, forse sono solo spaventata per la prima volta, da qualcosa che è al momento ancora ignoto. E in cui risposte ne ho meno di zero e a farmi compagnia ci sono solo mille ipotesi, teorie e coincidenze. E la mia testa anche se non dovrebbe, ha già viaggiato in lungo e in largo. Solitamente non è così ma stavolta è diverso, è stato quasi inevitabile farlo. Perché certe situazioni le ho viste da fuori, le vedo tutti i giorni da quando sono piccola e non voglio convivere anch'io con questo problema. Ci ho pensato un pò prima di decidermi a scrivere, non sapevo se fosse la scelta più giusta ma al momento è quella che mi fa stare meglio, ne sentivo la necessità in questi giorni, per sfogarmi in qualche modo, dare voce a questo caos che è la mia mente in queste settimane e dopo stasera lascio che questi pensieri confusi e frammentati scorrano attraverso le mie dita, e lo faccio qui. Lontano dal quotidiano
Questa faccenda mi ha talmente turbato in un certo senso, che mi ha spinto a parlarne con mamma( evento raro) qualche giorno fa, ma le sue parole e le sue espressioni anziché tranquillizzarmi mi avevano creato altri pensieri e dato solo più certezze su ciò che credevo e credo sia. Così ho vissuto questi giorni con questo chiodo fisso e stasera dopo l'ennesimo e medesimo sintomo sono scoppiata a piangere. Nessuno sa, ignari chiacchieravano e ridevano in cucina, mentre mi asciugavo le lacrime e cercavo di ricompormi davanti allo specchio, ho sciacquato la faccia, cercando di cancellare le tracce, perché le sopracciglia e gli occhi mi tradiscono ogni volta quando piango, arrossandosi ed endosi. Una volta ricomposta ho cercato di scacciare quei pensieri, una tregua per stasera e dopo qualche minuto sono tornata da loro come se nulla fosse accaduto. Non voglio dare preoccupazioni e tantomeno sentire parole e pareri di tutti. È una cosa che non sopporto Non fino a quando avrò accertamenti e teorie giuste, che spero però, in questo caso, siano differenti dalle mie.
via Giphy
I nostri respiri profondi e i nostri sguardi persi, si sapeva che eravamo confusi ma non che eravamo innamorati.
—Mistress-ofmanipulation
Io, gli indecisi non li capirò mai.
Quelli che non sanno di pesce ma neanche di carne.
Quelli che non accettano il bianco o il nero. "Esiste il grigio".
Quelli che non sanno cosa vogliono nella vita.
State lontano da persone così.
Non ne vale la pena.
E deve SEMPRE valerne la pena.
A volte vorrei scomparire, scappare. Vorrei comprare un volo per un posto lontanissimo e partire senza dire niente a nessuno. Mi chiedo dopo quanto se ne accorgerebbero le persone. Forse una settimana.
Sì, forse dopo aver pensato Ma guarda sta stronza che non mi risponde più si chiederebbero che fine io abbia fatto. Perché io rispondo sempre, subito. Hai bisogno? Ci sono, eccomi. Loro no, loro hanno il diritto di rispondere anche dopo giorni senza sentirsi in colpa. Però, forse, dopo una settimana inizierebbero a farsi delle domande, spero. Ma a te risponde? Ma sai dov’è? Scoprendo che semplicemente non ci sono. Ma è successo qualcosa? Ma sai come stava? Eh, non glielo chiedevo da un po’, tu gliel’hai chiesto ultimamente? Non so cosa porti le persone ad essere così egoiste, a non mostrare interesse.
Qua inizio ad avere idee confuse e contrastanti. Vorrei avere qualcuno che si comporti con me come io mi comporto con gli altri? Sì, no, forse. So benissimo che io non riuscirei poi a comportarmi come gli altri, senza sentirmi in colpa. Forse vorrei vedere più preoccupazione, interesse nei miei confronti. Perché quando ci tieni a qualcuno lo fai, o almeno così sono convinta. Forse lo fanno e io non lo noto. Forse ho sbagliato io a mostrarmi sempre come spalla, a viziarli. Una volta mi dissero: chiedi, urla. Ma perché io ho bisogno di arrivare a questo e voi no? E poi la paura. La paura di incomprensione, la paura di dover sottolineare la gravità di qualcosa, la paura dell’indifferenza.
Sì, una settimana. Dopo una settimana forse arriverebbero a una conclusione. Una conclusione tipo Boh, sarà andata a rifarsi una vita da qualche parte, beata lei. Però poteva avvisare, eh.
Sono orgoglioso del mio sarcasmo perché obbliga la gente a squadrarmi con quello sguardo tipico di chi si chiede se io stia scherzando o se sia davvero uno psicopatico.
Antonio Schiena
Benvenuti nella mia testa: colorata e confusa
Ormai con la confusione ci ho fatto amicizia. La confusione che regna nella mia testa mi fa compagnia, e penso che se tutto mi fosse chiaro, mi mancherebbe un po’. Alla fine la confusione rende tutto più colorato, un mix di colori che spesso diventa nero, ma che prima è il più bello dei mix di colori. La confusione è positiva prima di diventare ossessione