Attenzione Ristoratori: MoVaRisCh, rischio chimico e falsi consulenti della sicurezza nati dai social
Il settore della ristorazione rappresenta uno degli ambiti lavorativi più complessi dal punto di vista della salute e sicurezza sul lavoro. L’utilizzo quotidiano di detergenti, sanificanti, disinfettanti, gas combustibili e sostanze chimiche per la pulizia delle superfici comporta una serie di rischi spesso sottovalutati.
Negli ultimi anni, tuttavia, a questi rischi tecnici si è aggiunto un ulteriore problema: la diffusione di pseudo consulenti della sicurezza, spesso auto-proclamati attraverso i social network e privi di reale competenza normativa. Questa situazione genera confusione tra i ristoratori e rischia di compromettere la corretta applicazione del D.Lgs. 81/2008, soprattutto in materia di valutazione del rischio chimico tramite il modello MoVaRisCh e gestione dello stress lavoro correlato (SLC).
Di seguito analizziamo in modo tecnico e professionale i principali aspetti.
Il rischio chimico nella ristorazione secondo il D.Lgs. 81/2008
Il Titolo IX Capo I del D.Lgs. 81/2008 disciplina la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti da agenti chimici presenti nei luoghi di lavoro.
In un ristorante o in una cucina professionale le sostanze chimiche utilizzate sono numerose:
- detergenti alcalini per lavastoviglie industriali - disincrostanti acidi - sanificanti a base di cloro o ammoni quaternari - sgrassanti ad alta concentrazione - detergenti per superfici alimentari - prodotti per pulizia forni e cappe
Queste sostanze possono provocare:
- irritazioni cutanee - dermatiti professionali - irritazioni respiratorie - ustioni chimiche - esposizione a vapori pericolosi
Il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare la valutazione del rischio chimico e inserirla nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Il modello MoVaRisCh: strumento fondamentale per la valutazione
Uno degli strumenti più utilizzati per la valutazione del rischio chimico nelle PMI e nel settore della ristorazione è il MoVaRisCh (Modello di Valutazione del Rischio Chimico).
Il modello è stato sviluppato dalle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana per supportare le imprese nell’adempimento degli obblighi previsti dall’art. 223 del D.Lgs. 81/2008.
Il sistema funziona attraverso una valutazione che combina:
- pericolosità della sostanza (P) - livello di esposizione del lavoratore (E)
dalla cui combinazione si ottiene l’indice di rischio R = P × E.
Il risultato consente di classificare il rischio come:
- irrilevante per la salute - basso - medio - grave (richiede misure immediate di prevenzione)
Per le attività di ristorazione questo modello è particolarmente utile perché consente di valutare il rischio anche senza misurazioni ambientali complesse, semplificando il lavoro per le piccole imprese.
Stress lavoro correlato (SLC) nella ristorazione
Accanto al rischio chimico, un altro fattore spesso trascurato è lo stress lavoro correlato.
Nel settore della ristorazione le condizioni tipiche sono:
- turni lunghi e spezzati - pressione durante i servizi - gestione dei clienti - carichi di lavoro intensi - lavoro serale e festivo - responsabilità sulla sicurezza alimentare
Il D.Lgs. 81/2008 (art. 28) impone che anche questo rischio venga valutato nel DVR.
La mancata valutazione può comportare:
- sanzioni amministrative - responsabilità penali per il datore di lavoro - contenziosi in caso di malattie professionali.
Il problema emergente: i falsi consulenti della sicurezza
Negli ultimi anni è emerso un fenomeno molto preoccupante:
la nascita di pseudo consulenti della sicurezza, spesso generati da:
- visibilità sui social network - follower comprati o artificiali - corsi improvvisati online - copia di documenti standard.
Molti di questi soggetti:
- non hanno competenze reali sul D.Lgs. 81/2008 - non conoscono i modelli di valutazione come MoVaRisCh - producono DVR generici - copiano valutazioni da altre aziende.
Questo crea tre rischi gravissimi per il ristoratore.
1. DVR non valido
Un documento mal redatto può essere considerato inesistente in sede ispettiva.
2. Responsabilità penale del datore di lavoro
Ricordiamo un principio fondamentale:
la responsabilità rimane sempre del datore di lavoro.
3. Mancata prevenzione reale
Il DVR diventa un semplice documento burocratico, mentre la sicurezza dei lavoratori resta scoperta.
Gli errori più comuni nei DVR della ristorazione
Analizzando molti DVR del settore emergono errori ricorrenti:
1️⃣ Mancata analisi dei detergenti professionali
Molti DVR non riportano:
- schede SDS - classificazione CLP - modalità di esposizione.
2️⃣ Valutazione chimica generica
Viene scritto semplicemente:
“rischio chimico irrilevante”
senza applicazione di alcun metodo.
3️⃣ Mancata formazione dei lavoratori
Spesso i lavoratori non sanno:
- leggere una etichetta CLP - usare correttamente i detergenti - evitare miscelazioni pericolose.
4️⃣ Assenza di procedure operative
Nei ristoranti dovrebbero esistere procedure per:
- diluizione prodotti - uso DPI - ventilazione ambienti - gestione emergenze chimiche.
Cosa deve fare realmente un ristoratore
Un ristoratore serio dovrebbe pretendere dal proprio consulente:
1️⃣ Valutazione rischio chimico con metodo riconosciuto (es. MoVaRisCh)
2️⃣ Analisi delle schede di sicurezza SDS
3️⃣ Formazione specifica dei lavoratori
4️⃣ Procedure operative scritte
5️⃣ Aggiornamento periodico del DVR
Conclusioni
La sicurezza nella ristorazione non può essere gestita con superficialità o affidata a consulenti improvvisati.
Il D.Lgs. 81/2008 richiede una valutazione tecnica rigorosa, soprattutto per quanto riguarda:
- rischio chimico - stress lavoro correlato - formazione dei lavoratori.
Il modello MoVaRisCh rappresenta uno strumento fondamentale per garantire una valutazione corretta e scientifica dell’esposizione agli agenti chimici, ma deve essere applicato da professionisti competenti e qualificati.
La vera sicurezza non nasce dai follower sui social, ma dalla competenza tecnica, dall’esperienza e dal rispetto della normativa.













