Lee’s Korean Restaurant Nagrin, ristorante coreano.
Come ribadito in altri contesti, pur essendo fan del K-Pop, la cucina coreana non è mai stata la mia preferita tra quelle asiatiche, e avevo trovato in MilanCore, vicino a casa, un ristorante grazie a cui cominciavo ad apprezzarla di più. Purtroppo questo locale ha resistito pochi mesi alle dure leggi del commercio e ha finito per chiudere: triste storia. E se Imone, nel 2015, era stata un’esperienza simpatica ma tutt’altro che incisiva, il primo coreano della mia vita è stato, in tempi di onnivorismo, Lee’s, in viale Lombardia, quando abitavo lì vicino nel lontano 2013. Avevo provato il bibimbap, che non mi aveva entusiasmato, ed ero rimasto colpito, pur cibandomi ancora di animali, da un cartello esterno che diceva ‘si servono piatti vegetariani - e anche vegetaliani’ che mi era sembrata una frase autoironica (giuro!) ignorando che ‘vegetaliano’ altro non è che un modo desueto e aulico di dire ‘vegano’. Coreani veggiefriendly e pure con una conoscenza dell’italiano superiore alla mia: tanto di cappello.
Dopo otto anni in città studi, Lee’s si è spostato nel mio quartiere attuale, in via Fara - sì, ad un passo da quel Leon D’Oro appena recensito (e un po’ bastonato) e ha aggiunto ‘Nagrin’ alla sua insegna. Il locale è nuovissimo e molto carino, e non potevo non (ri)provarlo in chiave veggie, con peraltro una maggiore conoscenza del tipo di cucina. E in una serata poco frequentata, assistiti dal gentilissimo marito della proprietaria, io e Ale abbiamo fatto proprio una bella esperienza.
Lee’s infatti, da quel cartello visto cinque anni fa, si conferma, anche in versione Nagrin, attentissimo alla clientela vegetariana, e ce ne si accorge da subito scorrendo il menu, in cui ogni piatto segnato con la V è addirittura vegano, e in cui sono chiaramente indicate le portate che possono, a scelta, contenere animali o meno. Ecco una carrellata di quello che ho preso:
- spiedini di gnocchi di riso con salsa di soia, nella tipica forma coreana, diversa da quella cinese: semplici e ottimi.
- sua maestà il kimchi, di cui sono diventato dipendente (al punto da comprarlo in scatola!) e qui servito in una ciotolina. Si tratta del contorno per eccellenza della cucina coreana: cavolo cinese fermentato, peperoncino, aglio, zenzero e spezie: buonissimo e piccante al punto giusto. Da Nagrin viene servito in varie versioni, anche meno consuete, che mi premurerò di provare ;)
- Kimchi kimbap: il kimbap, o gimbap, è il ‘sushi’ coreano, fondamentalmente riso con altri ingredienti avvolti in un’alga, come i maki a cui siamo generalmente abituati vista la diffusione più massiccia della cucina giapponese. La differenza fondamentale è che il kimbap non contiene mai pesce crudo, ma al massimo carne cotta, e che molto spesso è vegetariano - se non addirittura vegano - di default: gioia e tripudio. La versione che abbiamo provato noi è quella che oltre al riso aromatizzato contiene, appunto, il kimchi, ma anche una frittatina di uova, e carote. Il roll della vita.
- Japchae: noodles di amido di patate dolci con verdure: buoni, ma nulla di sconvolgente, di fatto come consistenza molto simili ai noodles di soia, un po’ più delicati nel sapore, troppo fungosi nel condimento per i miei gusti.
- Gotgamssam: caco essiccato ripieno di noci: simpatico, non un piatto per cui diresti ‘ooooh, ho preso il dolce’, ma una cosa che, fettina dopo fettina, mangeresti all’infinito.
Ale ha preso del loto, come in un guazzetto, una frittella di kimchi e grano saraceno e un piatto intero di gnocchi di riso con verdure al posto dei noodles: roba che è stata spazzolata troppo velocemente perché riuscissi a fotografarla :p
Plus di valore: il locale serve una birra coreana artigianale brandizzata Lee’s, non pastorizzata e aromatizzata alla perilla, tipica pianta asiatica: leggera ma buona, adatta per accompagnare cibi speziati.
Una cena ottima, per un posto da continuare a frequentare anche per la vastità di scelte veggie/veg ancora da provare. Piattino dopo piattino, alla fine il conto è stato più salato di quello che mi aspettassi, ma ci sta: Nagrin punta, ancor di più del precedente Lee’s, all’eccellenza, offrendo una panoramica ‘deluxe’ della cucina coreana. E in ogni caso abbiamo ordinato molto: per quanto per la cucina asiatica queste distinzioni non valgano, possiamo dire di aver preso cinque antipastini/contorni e tre piatti principali + un dolcino e due birre grandi + due coperti, 79 euro in tutto. Non economico ma adeguato.
POSTO: 3/5
MANGIARE: 5/5
BERE: 3/5
VEGFRIENDLYTUDINE: 5/5
ECONOMICITA’: 2/5
Lee’s Korean Restaurant Nagrin - via Fara 17 (zona Repubblica/Centrale)