Cosmo nera n.38 - Il richiamo delle tenebre Gualtieri, Nucci, Befani, Bruno Ed. Cosmo, maggio 2019
Dietro la bella cover di Bruno che non evoca con particolare fedeltà lo stile e la vicenda delle pagine interne, salvo nobilitare visivamente uno dei rari personaggi femminili della storia, trova invece spazio un tratto graffiato, sporco e spigoloso che ben supporta un racconto tutto sommato godibile anche se lontano dal terrore evocato nell'aulico editoriale di Gualtieri.
L'escamotage del viso profondamente oscuro del direttore sembra aprire a una vicenda fatta di libri segreti e proibiti, in stile "La nona porta" dal bel "Club Dumas" di Perez-Reverte. Invece è semplicemente il primo segnale che qualcosa è bene non la si sappia subito e unito all'atteggiamento dell'infermiera (di cui sopra) decisamente fuori dalle righe e alla bava del concierge sonnolento evapora al sole anche l'ultimo eventuale dubbio.
Siamo dunque di fronte a una storia un po' pulp, in cui il nostro detective bello e maledetto intreccerà la sua vicenda personale tormentosa e alcolizzata con quella dell'ospedale psichiatrico più famoso dopo Arkham, in cui un decoratore folle ha pensato bene di disseminare pentacoli e tentacoli in ogni anfratto, dove tutti sanno tutto tranne il nostro eroe e i nomi dei personaggi sembrano usciti dagli elenchi telefonici di Providence.
I siparietti umoristici spezzano ulteriormente la tensione, anche se rendono la narrazione un po' più originale. Una narrazione in cui la follia lovecraftiana non è più quella che conduce alla pazzia e al terrore per la minaccia dell'imminente arrivo di forze cosmiche smisurate, ma porta invece riconciliazione, lieto fine per l'eroe (e la sua nuova fiamma), risoluzione di un pericolo così grande e smisurato che sarà sufficiente un proiettile ben piazzato a far sfumare.
La costruzione delle tavole è di ottimo supporto alla narrazione, godibili i tempi cinematografici, batesiana la suora e alla fine tutti i nodi vengono al pettine, anche più di quelli che ci si aspetterebbe per una rinascita dell'eroe a tutto tondo. In questa storia di redenzione più che disperazione, c'è anche lo spazio per un'ultima strizzata d'occhio a una coppia di simpatici mattacchioni. Per poi chiudere il sipario su un racconto piacevole che forse non ha avuto il coraggio fino in fondo di condurci nelle profondità dell'orrore lovecraftiano. Cosa di per sé non particolarmente negativa, peccato che fosse l'obiettivo dichiarato degli autori. Invece questo genere comico-noir-pulp a tinte gialle l'ho trovato piacevole. Insomma ho sudato per il caldo...











