CASA IN COSTRUZIONE Coi canneti è scomparsa anche l'ombra. Già il sole, di sghembo, attraversa le arcate e si sfoga per i vuoti che saranno finestre: lavorano un po’ i muratori, fin che dura il mattino. Ogni tanto rimpiangono quando qui ci frusciavano ancora le canne, e un passante accaldato poteva gettarsi sull'erba. I ragazzi cominciano a giungere a sole più alto. Non lo temono il caldo. I pilastri isolati del cielo sono un campo di gioco migliore che gli alberi o la solita strada. I mattoni scoperti si riempion d'azzurro, per quando le volte saran chiuse, e ai ragazzi è una gioia vedersi dal fondo sopra il capo i riquadri di cielo. Peccato il sereno, che un rovescio di pioggia lassù da quei vuoti piacerebbe ai ragazzi. Sarebbe un lavare la casa. Dopo un po’ i muratori si buttano all'ombra. é il momento che il sole ha investito ogni cosa e un mattone a toccarlo ci scotta le mani. S'è già visto una biscia piombare fuggendo nella pozza di calce: è il momento che il caldo fa impazzire perfino le bestie. Si beve una volta e si vedono le altre colline ogn'intorno, bruciare, tremolare nel sole.
Cesare Pavese, da Lavorare stanca Einaudi, Torino 1943









