PUMA pubblica il primo Conto Economico Ambientale
Il presidente Esecutivo e Chief Sustainability Officer di PUMA Jochen Zeitz ha presentato quest’anno il primo Conto Economico Ambientale (Environmental Profit & Loss Account) mai fatto. È un tentativo di associare un valore monetario agli impatti ambientali prodotti dalla catena del valore di un business. Considera le perdite in termini di acqua, aria, biodiversità e territorio, lungo le fasi del ciclo di vita dei prodotti cradle-to-gate: “dalla culla al cancello”.
A conti fatti, se PUMA dovesse ripagare la natura per i servizi resi nel solo anno 2010, dovrebbe sborsare 8 milioni di euro. Se si considera l’intera rete di fornitura, i milioni di euro salgono a 145.
Ciò che mi interessa di più è che PUMA non si è solo limitata a misurare i suoi impatti ambientali in termini assoluti ed economici, ma ne ha fatto la base dell’attività di stakeholder engagement rivolta soprattutto ai fornitori ed ha predisposto delle strategie di risposta per ridurre il proprio costo ambientale: per la ricerca di materiali più sostenibili, la definizione di standard per il cotone e la gomma sostenibili, la riduzione dei gas serra degli edifici. Infine, ha agito attivamente da corporate citizen sviluppando attività di public affairs con diversi enti pubblici e rappresentanti politici per portare questa tema alla loro attenzione.
Questi conti mettono in evidenza due aspetti fondamentali della brand sustainability: la centralità della value chain e la diffusività della responsabilità, dal brand che si interfaccia con i consumatori, risalendo i livelli della rete di fornitura.
Secondo l’azienda, lo strumento del Conto Economico Ambientale si è dimostrato utile per quattro aspetti:
Strategia: aiuta a definire le priorità
Risk management: mette in luce i rischi e le loro dimensioni
Trasparenza
Linguaggio: utili e perdite sono facilmente comprensibili da tutti coloro che operano dentro ed intorno all’organizzazione. L’Euro viene assunto come unità di misura standard per confrontare i diversi impatti
Ovviamente il Conto Economico Ambientale di PUMA è basato su assunzioni e metodologie specifiche, in particolare sul calcolo dei cambiamenti del benessere umano associati agli impatti ambientali.
PUMA si è data come obiettivi di miglioramento la misurazione degli impatti cradle-to-grave, cioè sull’intero ciclo di vita del prodotto, compreso l’utilizzo e lo smaltimento. Inoltre, questo sistema verrà applicato all’intero comparto dei brand Luxury and Sport & Lifestyle del gruppo PPR entro il 2015.
PUMA aveva definito la sua PUMAVision nel 2008, che prevedeva la messa al centro delle strategie di marca e delle relazioni con gli stakeholder di quattro valori: Equità, Onestà, Positività, Creatività. Il suo obiettivo è quello di diventare la marca di abbigliamento sportivo più desiderata e sostenibile del mondo.
Mi sembra che la strada imboccata sia quella giusta.
Marcello Coppa













