Jacovitti in verde (io, al verde).
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Jacovitti in verde (io, al verde).
Come sta andando la transizione climatica?
Ce lo dice “State of climate action report 2023”, un rapporto che valuta i progressi globali collettivi ed evidenzia gli ambiti in cui è necessario accelerare urgentemente l’azione in questo decennio per limitare il riscaldamento a 1,5°C.
Il riassunto, molto drastico, vede 41dei 42 indicatori valutati in cambiamento troppo lento per affrontare il problema. I progressi per oltre la metà di questi indicatori rimangono ben lontani dalla realtà, tanto che gli sforzi recenti devono essere almeno raddoppiati nel decennio che stiamo vivendo.L’unico indicatore positivo è sulla quota di veicoli elettrici venduti, cresciuta a un tasso medio annuo del 65%.
Un po poco, direte voi. E avete ragione. Serve una accellerazione degli sforzi, ecco alcuni esempi:
aumentare drasticamente la crescita dell’energia solare ed eolica;
eliminare gradualmente il carbone nella produzione di elettricità sette volte più velocemente rispetto ai tassi attuali;
costruire rapidamente sistemi di trasporto pubblico;
il tasso annuale di deforestazione – equivalente alla deforestazione di 15 campi da calcio al minuto nel 2022 – deve essere ridotto quattro volte più velocemente nell’arco di questo decennio;
passare a diete più sane e sostenibili otto volte più velocemente riducendo il consumo pro capite di carne di mucche, capre e pecore.
(Fonte: https://www.wri.org/research/state-climate-action-2023#:~:text=The State of Climate Action 2023 finds that global efforts,to address the climate crisis)
Photo by rolf gelpke on Unsplash
COP26, il Regno Unito si prepara per la conferenza ONU sul clima
COP26, il Regno Unito si prepara per la conferenza ONU sul clima
La conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite è ormai alle porte. Ecco cosa aspettarsi dai leader che raggiungeranno Glasgow nelle prossime due settimane per COP26. (more…)
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l governo norvegese ha abolito la deforestazione per legge e finanzia la lotta a chi brucia l’Amazzonia
l governo norvegese ha abolito la deforestazione per legge e finanzia la lotta a chi brucia l’Amazzonia
Il mio editoriale per TPI.it
https://www.tpi.it/ambiente/norvegia-deforestazione-abolita-per-legge/
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La Groenlandia si scioglie – sono previsti 440 miliardi di tonnellate di ghiaccio, ho letto, e in più il termometro è arrivato a 10°C in un paesino (insomma l'inverno a Catania) – ma la più grande preoccupazione delle principali potenze mondiali– USA, Russia e Cina– è costruirci un importante polo economico per gli scambi tra America, Europa ed Asia.
La foresta amazzonica, quella roba lì di poco conto che ci fa respirare, brucia ma il leader brasiliano non ha superato la fase adolescenziale in cui tutte il mondo è contro di lui. Gli incendi sono aumentati dell'84% rispetto al 2018 e la deforestazione permetterebbe di acquisire terreni per agricoltura e allevamento.
Esattamente, mi chiedo, con chi vorrebbero commerciare?
Prevenire la deforestazione e lo sfruttamento dell'Amazzonia!
Canada: primi al mondo per deforestaione - per tirare fuori bitume
Quando si parla di deforestazione, si tende sempre a pensare all'Amazzonia. E invece, il re della deforestazione non e' il Brasile ma la civilissima Canada.
Il gruppo internazionale Forest Watch stima che in soli 13 anni - dal 2000 al 2013 - siano scomparsi dal pianeta circa l'otto percento delle foreste vergini del mondo. Si tratta di cento milioni di ettari, tre volte l'area della Germania che scompare a causa della deforestazione. Questo significa che ogni giorno abbiamo distrutto 20 mila ettari di foresta.
Chi e' stato il principale responsabile della sega selvaggia?
I brasiliani? Gli indonesiani? No. I Canadesi che sono responsabili della distruzione di circa un quinto degli alberi abbattuti nel mondo. Cioe' in Canada si tirano giu' ogni giorno 4 mila ettari di alberi.
Cioe' la bellezza di 40 mila chilometri quadrati in un solo giorno!
Secondi in classifica, i russi e terzi i brasiliani.
Lo studio e' stato esegiuto dall'Universita' del Maryland, assieme a Greenpeace e a the World Resources Institute. Sono stati analizzati immagini da satellite per studiare e dinamiche delle foreste dal 2000 al 2013.
Il tasso principale di deforestazione si e' avuto attorno alle Tar Sands del Canada, il lupus in fabula, attornoa Fort Mc Murray. Tirano giu' alberi per tirare fuori bitume e senza ripiantare niente. Anche in altri posti si sono perse foreste - nel British Columbia, nell'Ontario, nel Quebec, ma l'Alberta e le sue Tar Sands che trasformano la foresta boreale in terra petrolizzata e' la regina della deforestazione.
Peter Lee of Forest Watch Canada ha questo commento sul perche' : There is no political will at federal or provincial levels for conserving primary forests.
E cioe' non gliene importa niente a nessuno.
"Nel 2018 sono spariti 12 milioni di ettari di foresta tropicale, una superficie grande come l'Inghilterra, l'equivalente di 30 campi da calcio al minuto. Lo rivela il rapporto annuale di Global Forest Watch, think tank sulla deforestazione basato all'Università del Maryland. Si tratta della quarta maggiore perdita di foresta tropicale dal 2001, da quando sono disponibili i dati dei satelliti. In Brasile si è verificata la perdita maggiore, circa un quarto del totale. L'anno record è stato il 2016, a causa del Nino e dei maxi-incendi in Brasile e Indonesia. Le cause principali della deforestazione sono gli allevamenti industriali e l'agricoltura intensiva (olio di palma in Asia e Africa, soia e biocarburanti in Sudamerica). Una quarto della perdita di foresta tropicale nel 2018 si è avuto in Brasile. Seguono Repubblica Democratica del Congo e Indonesia, con un 10% a testa. Una pesante deforestazione si è registrata anche in Malaysia e Madagascar. Quest'ultimo ha perso nel 2018 il 2% della sua foresta tropicale. Il rapporto di Global Forest Watch indica anche la perdita di foresta vergine, quella mai toccata dall'uomo: nel 2018 è stata di 3,6 milioni di ettari, l'equivalente del Belgio. Ancora una volta è stato il Brasile a fare la parte del leone, con un terzo della perdita totale, seguito da Repubblica Democratica del Congo, Indonesia, Colombia e Bolivia." Fonte: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2019/04/26/-una-foresta-grande-come-linghilterra-sparita-nel-2018-_b8d5c1db-d22e-4492-993c-203f484972e7.html #deforestation #deforestacion #deforestazione #disastro #disaster #capitalism #fuckcapitalism #fuckthesystem https://www.instagram.com/angrybeargram/p/Bw3eSIyFIrH/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1f1wf9up9iia3