Sottocutaneamente.
Perché osservarti resta ancora la cosa più bella che esista al mondo, ciò che attanaglia le difficili certezze che nel corso di quasi due anni ho provato a tenere in piedi. Perché sebbene mi risulti chiaro il concorso di colpe tra me e te, ciò che resta, senza nessun peccato veniale, è quella tua strafottente bellezza che ti porti, a volte, come premio di essere un vivente quasi deifico e, a volte, come fardello di ciò che pensi di essa stessa e di quello che ti ha fatto diventare quando scoprivo lentamente i mostri che avevi sottocutaneamente.










