Ovunque andrai abbi cura di te, cura dei tuoi guai. Io ti ricorderò, tra i miei desideri e sogni che la notte porta e il giorno non cancella mai.
Un giorno, poi, abbi cura di me, cura di noi: per ogni passo che ho fatto per venire fino a te, per quelli che farei, per quelli che farò, per non stancarmi mai. Mai.
E chiamami amore senza tremare. Saremo anche banali, ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore ancora? Chiamami amore. E ci faremo male. Ma che cosa vale, vivere fra le paure senza avere mai il coraggio di rischiare?
Amore. Difenditi. Il vento soffia e sposta il tempo, il tempo soffierà su te. Per ogni volta che abbasserai lo sguardo senza più chiedere perché, chiedere di me; tu non scordarti mai, mai. E chiamami amore.
[...]
Segui la parte sinistra, il battito lento, l'istinto che sia. Segui le orme dorate, i cieli d'argento, non perderti, via.
- Levante, abbi cura di te















