Questo è un progetto un po' diverso dal solito, al quale abbiamo tutti partecipato in termini più ampi del semplice svolgimento dei rispettivi ruoli. Mi sono ritrovata ad esser cardine di un manipolo di amici e artisti a cui voglio bene e nonostante la pesantezza dello scenario (una casa riposo per anziani nell'alto bergamasco) il set è stato uno dei più belli in cui sia capitata. Il tema del corto è affrontato attraverso scenari grotteschi e paradossi concatenati ed è uno di quei progetti in cui se è più o meno chiaro (e leggermente diverso per tutti noi che abbiamo partecipato) quello che si voleva comunicare, non si può sapere se con questo lavoro avremmo trasmesso che quello. Le interpretazioni infatti si sono moltiplicate in un caleidoscopio di esperienze personali, emotività diverse, punti di vista e considerazioni inaspettate. C'è stato un lungo dibattito anche per la scelta del titolo, sapendo che in pochi casi l'arte è innocua, a maggior ragione se si toccano temi come questo. E dalle poche parole che potevano rappresentare il corto sarebbe dipesa una buona fetta delle prime interpretazioni del pubblico. Qui potete trovare il corto Alberto Mariotti è il convalescente. Isabella Dilavello è la madre Questa è la pagina di Ilaria Gabaldo, set designer Concept e regia sono di Minimal Zero










