Grafiche per il tempo ritrovato.
Satanino e la Valle che brucia.
Miriam Tinto 2018.
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Grafiche per il tempo ritrovato.
Satanino e la Valle che brucia.
Miriam Tinto 2018.
Grafiche per il tempo ritrovato.
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Miriam Tinto 2018.
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Miriam Tinto 2018.
Con la preziosa collaborazione di Ilaria Gabaldo - che ha trasformato magicamente le sciatte luci di una palestra scolastica in una specie di tramonto caraibico uterino - e di Luc Beloix, che avendo una miglior predisposizione all’action moviezzz mi ha provvidenzialmente fatto da seconda camera proprio dove da sola avrei rinunciato ad alcune piccole sofisticazioni registiche, ho prodotto questo breve video per l’Accademia di Kung Fu Shier Li, di Verona. Il video è stato montato in due versioni, che si differenziano per ritmi e sottofondo musicale. Il director’s cut forse uscirà più avanti, questa, intanto è la versione ufficiale!
Luc Beloix e me, backstage di un lavoro “sudato”
prendere molto molto seriamente l’ubriachezza Dejan Tinto, stile dell’ubriaco.
Mamma e papà, 31 anni insieme. Nero è geloso.
Ricevimento di matrimonio a Villa Mosconi Bertani, Verona Allestimenti di Ranuncoli Fioreria.
Memorie di un’alba dolcissima, a Balata di Baida - Trapani Aprile 2017
December portraits #2
December Portraits #1
Questo è un progetto un po' diverso dal solito, al quale abbiamo tutti partecipato in termini più ampi del semplice svolgimento dei rispettivi ruoli. Mi sono ritrovata ad esser cardine di un manipolo di amici e artisti a cui voglio bene e nonostante la pesantezza dello scenario (una casa riposo per anziani nell'alto bergamasco) il set è stato uno dei più belli in cui sia capitata. Il tema del corto è affrontato attraverso scenari grotteschi e paradossi concatenati ed è uno di quei progetti in cui se è più o meno chiaro (e leggermente diverso per tutti noi che abbiamo partecipato) quello che si voleva comunicare, non si può sapere se con questo lavoro avremmo trasmesso che quello. Le interpretazioni infatti si sono moltiplicate in un caleidoscopio di esperienze personali, emotività diverse, punti di vista e considerazioni inaspettate. C'è stato un lungo dibattito anche per la scelta del titolo, sapendo che in pochi casi l'arte è innocua, a maggior ragione se si toccano temi come questo. E dalle poche parole che potevano rappresentare il corto sarebbe dipesa una buona fetta delle prime interpretazioni del pubblico. Qui potete trovare il corto Alberto Mariotti è il convalescente. Isabella Dilavello è la madre Questa è la pagina di Ilaria Gabaldo, set designer Concept e regia sono di Minimal Zero
Finalmente fuori il mio after movie per il primo Festival delle Culture Antifasciste del Trentino! Direi che un 25 aprile così non lo vedevo da qualche anno. Ed era solo la prima edizione. Per chi c'era, chi non c'era e chi parteciperà alla prossima edizione: ecco cosa è successo in quei tre giorni di festa e liberazione. “Quattro minuti non bastano per raccontare l'impegno e l'entusiasmo che hanno portato alla luce il primo Festival delle Culture Antifasciste del Trentino, tenutosi ad Arco e Trento tra il 22 e il 24 Aprile 2016. In tre giorni di incontri si sono intrecciati densamente riflessioni, dibattiti e confronti sui valori della resistenza e dell'antifascismo, attualizzandoli e riportandoli a tematiche che dominano il dibattito politico e sociale contemporaneo: dalla militarizzazione delle frontiere alla commistione tra destra istituzionale ed estrema destra, fino all’avanzata dei movimenti fondamentalisti e i tentativi di rivedere o addirittura negare i crimini nazi-fascisti all’epoca del web 2.0. In questi fenomeni contemporanei si scorge l'ombra inquietante dei nuovi fascismi, in risposta ai quali si sono sviluppati nuovi processi di resistenza e liberazione, intrecciando antifascismo con antisessismo e antirazzismo. Quindi anche di questo si è parlato, e sebbene quattro minuti non bastino per raccontare tutto, possono dire molto rispetto a quello che è stato il vostro e nostro 25 Aprile. Giornate di lotta e di festa, sintesi di un anno di lavoro della Rete Contro i Fascismi del Trentino. Ma non finisce qui! L'antifascismo è un esercizio quotidiano, il nostro lavoro continua. Grazie a tutti per averci seguito ed esserci stati, senza il supporto di tutte e tutti il festival non sarebbe stato possibile. Arrivederci alla prossima edizione!”
"Un gruppo di artisti si riunisce per festeggiare i cento anni di Dada. Non sono dadaisti e neanche antiDada. Quello che li anima è lo spirito Dada. Per restituire il conflitto nell’arte e reintrodurre l’insolenza, finalmente liberi dal mercato, dalle istituzioni e da tutto quanto possa bloccare la creatività, l’invenzione e la festosa convivenza di tutti gli esseri del creato. È un tentativo di ricollegarsi al divino per costruire una nuova sacralità nell’arte. Numerosi eventi son previsti per il 2016: chiunque voglia associarsi è benvenuto”
Bene, questa volta stavo sia da una parte che dall’altra della videocamera: come? A ottobre sono stata coinvolta in questa celebrazione del centenario DADA, una serie di eventi di cui solo il primo ha avuto luogo, alla galleria CityArt di Milano, dove con Federica Antonini, Andrea Dal Martello, Gian Luca Fonderico e Letizia Iman abbiamo allestito un piccolo ex voto eretico dadaista - con tanto di distribuzione di santini dada - e una performance a tema macchina inutile/sdoppiamento dell’identità tra virtuale e reale interpretata da Andrea. Hanno presentato Jaqueline Ceresoli e Giorgio Bulzi. I contributi - tra interventi musicali e letture di poesie dada, performance di teatro danza e esplosive incursioni - sono di: Nicola Di Caprio, Jaqueline Ceresoli, Chiara Caselli, Valentina Chiesa, Giulia Curti, Alessia Ferrarini, Novella Miriam Erba, Giulia Sanson, Fabio Volpi e Rosarita Cristafi (AU+), Brigata Topolino, Nicola Frangione, Federica Antonini, Andrea Dal Martello, Gianluca Fonderico, Letizia Iman, Miriam Tinto, Valentina Bulzi e Stefano Delgaste (BRISEART).
Miriam Tinto showreel. Works between 2013 and 2015 contacts: [email protected]
Spartiti @ Monarch Club - Berlin 18.06.15
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Spartiti @ Monarch Club - Berlin 18.06.15
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