Diramazioni
Ormai a tutto coloro che mi chiedono come sto rispondo come se avessi tutto sotto controllo, anche se, secondo me, quelli che mi conoscono bene lo hanno capito che sto mentendo spudoratamente, che ciò che racconto è come dovrei sentirmi, ma non come mi sento veramente. Lo colgo nei loro sguardi smarriti, addolorati, impotenti, nei loro goffi e teneri tentativi di distogliermi dalle ingombranti preoccupazioni che attanagliano la mia anima. Sono sette mesi che sto cercando lavoro assiduamente, con due lauree, un corso di formazione abilitante da poco superato, sebbene completamente diverso dal mio campo di studi, un anno e qualche mese di esperienza lavorativa, eppure, nonostante tutti questi piccoli traguardi, continuo a non trovare nulla, ad essere giudicata troppo qualificata o non abbastanza, sfruttata o scartata. Perfino al centro per l'impiego mi hanno confermato che sto già facendo tutto il mio possibile, che sono sul pezzo, che devo perseverare e portar pazienza. Nel frattempo, ogni giorno mi trovo a fronteggiare attacchi d'ansia sfiancanti, pianti in segreto, preghiere costanti. Leggere, scrivere il mio diario della gratitudine, cucinare e allenarmi mi permette di scaricare la tensione; dedicarmi alla mia creatura, il club del libro, amare il prossimo ed essere amata da Dio e dai miei cari mi fa sentire presente, palpabile, viva, mentre resto invisibile agli occhi del mondo. Intanto, alla soglia dei trent'anni, se non posso più fare il lavoro che amo, sto constatando che non mi è neppure concesso di cambiare strada, non senza pagarla a caro prezzo, almeno. A volte, mi chiedo dove io riesca a trovare la forza per andare avanti. La risposta, forse, mi si è palesata oggi, passeggiando nel parco vicino casa, imbattendomi in un piccolo ramo sottile: assomigliava ad una bacchetta magica e la distanza tra le singole protuberanze sembrava perfetta; affascinata, l'ho portato a casa e ho preso le misure di ogni sezione: 6.5 cm, 7.5 cm, 6.5 cm, 7.5 cm, in continua alternanza. Improvvisamente, ho provato un senso di calma e completezza e, sorridendo tra me e me, mi sono chiesta come facesse molta gente ad avere ancora la scelleratezza di negare l'esistenza di un Creatore.












