seen from United States

seen from United States

seen from Taiwan
seen from United States
seen from United States

seen from United Arab Emirates
seen from United Arab Emirates
seen from T1
seen from United Arab Emirates
seen from China

seen from United States

seen from United States
seen from China

seen from Chile
seen from China

seen from United States
seen from China

seen from China
seen from United States

seen from United States
Stendo verso il mio passato vani tentacoli di sogno per carpire oggetti, carte, che forse non esistono più; eppure, come un rimorso so che le mie ricchezze simboliche sono ancora là, in quella casa oggi chiusa gabbia di un pazzo e di una vecchia: i miei ritratti d’allora, lo stampino col mio nome, ed io, io dappertutto, negli specchi e sulle pareti. Su, debbo andare a smontare questo tempio di me stesso, saccheggiare, regalare ai musei le mie suppellettili, più rare e buttare il resto, esorcizzare quel luogo che fu adibito al mio culto, morire senza lasciare tracce vergognose od altre, disfarmi di tutto, andarmene così come sono venuto.
Juan Rodolfo Wilcock