“Cursed”
13.05.2076
K: Dopo qualche attimo di probabile silenzio imbarazzante, la si vede mordersi le labbra, un paio di volte, si guarda intorno nuovamente, umettandosi le labbra a stringendole nuovamente l`una con l`altra a trattenere una risata, una risata che arriva, arriva fragorosa, e quasi isterica, di quelle risate acute, che ti fanno chiudere gli occhi e perdere un po` l`equilibrio, si spancia da sola e per poco non perde nuovamente le pergamene, continua a ridere, da sola con gli occhi chiusi, riaprendoli solo per guardare Sebastian e tornare a ridere, ride tanto che due piccole lacrime si formano ai bordi degli stessi «Oh Merlino!» continua a ridere e non riesce a fermarsi «scusami.. io..» scuote la testa prova anche a fare respiri profondi ma non ce la fa proprio non riesce a smettere «non..» pausa «per te» ride ancora non riesce a smettere.
S: La lascia vagare con gli occhi attorno a sé, senza toglierle gli occhi di dosso, se non fosse che la Tassorosso comincia a ridere a crepapelle, spalancando gli occhioni e muovendo un passo indietro, recuperando il suo contenitore di carta contenente la bevanda e sollevando poco dopo il mento — tenendo le spalle dritte. « eeew » trattiene il sorriso d’educazione sulle labbra, di chi non sa propriamente come reagire alla risata esplosiva della Warren in Wilson. Sbatte le palpebre, la guarda. E non dice niente.
K: E niente non ce la fa, l`abbiamo persa persa totalmente, respira un paio di volte, belle profonde aiutandosi con la mancina a darsi un contegno «no cioè scusa..» prova a parlare facendo partire piccole risatine «non sto ridendo di te..» ora cerca davvero di darsi una regolata «ma della situazione..» prova a parlare anche se la risata si ripresenta nonostante lei tenti di trattenerla «tu sei qui..»..«io sono qui» - «ci siamo detti addio almeno duecento volte in sette anni..» continua a parlare aiutandosi nei conti con le mani «poi ci siamo divisi..» pause varie nel discorso «poi ti sei messo con Ilary la cugina di Ade» trattiene una nuova risata «quindi di nuovo a incrociarci..poi abbiamo discusso nuovamente..credo di aver perso il filo delle liti, ma hai sposato Ilary e io Ade» riassunto delle puntante precedenti «poi ci siamo persi, hai divorziato..» eccola che riparte la risata «e nonostante tutto dopo quasi sei anni dalla fine della scuola..» riparte «sei finito a lavorare al Ministero..» pausa di suspance «nel mio stesso livello» e via che riparte
«siamo maledetti»
e ride, ride di nuovo come fino a farle mancare il fiato, respira forte «sembra una maledizione senza fine..» non lo sta dicendo con cattiveria, ma sta semplicemente ridendo di questo destino beffardo che continua a farli sbattere incrociandosi nelle vite l`uno dell`altra «Ti prego non dirmi che ti sei trasferito in Scozia perché potrei davvero non farcela» e ride, ride per buttare fuori il nervoso del momento, lo stress della situazione «scusami davvero, ma è assurdo!»
S: La lascia parlare e non la interrompe mai, portando le dita semplicemente in prossimità del nodo della cravatta, quasi cercasse allentarlo. « non la definirei ‘maledizione’ » particolare enfasi su questa parola — che sta ben attento a pronunciare ad alta voce, data la nuova situazione politica attorno a loro. « sono » perplesso? Cerca quasi la parola giusta da pronunciare « sorpreso tu abbia fatto caso a tutte queste cose » un altro passo indietro
K: Si ricompone ufficialmente anche perché si è leggermente accorta di star facendo la figura della scema, eppure non è proprio riuscita a trattenersi «perché non dovrei?» scuote poco la testa «non cancello il mio passato e le persone che ho conosciuto solo perché non fanno più parte della mia vita..» ... «sopratutto se queste hanno fatto parte della mia vita in diversi momenti..» il pollice della mancina va a toccare la fede, giocherellandoci involontariamente, un tic che abbiamo già visto fare altre volte da quand`ella porta l`anello, quasi a voler controllare che la fede sia ancora li; sorride mentre parla «allora non è tutto cambiato» alza di poco le spalle quasi sollevata
S: « Non sto dicendo che oblivio le persone dalla mia vita » o forse sì? « semplicemente le maledizioni sono più serie e drammatiche. Tu, invece, puoi voltarmi la testa e non parlarmi. » preme le labbra tra loro, imponendosi una breve pausa.
K: «non ho mai alluso che tu obliviassi le persone dalla tua vita» no?! «e se l`ho fatto non era mia intenzione» annuisce «assolutamente si, per noi che conosciamo le maledizioni sappiamo quanti tipi ne esistono e quanto possono ferire, o uccidere» fa una pausa tenendo un tono di voce che Sebastian possa sentire, senza dare troppo spettacolo, ora passa a tenere le pergamene con entrambe le mani quasi a volersi aggrappare a qualcosa «quello che volevo dire è che..» trattiene il fiato «non importa» sorride e scuote la testa. Fortunatamente con la terapia sta riuscendo a elaborare le cose che le accadono reagendo in modi abbastanza opportuni - a parte quella sera al the maze- eppure con Sebastian davanti, la sua sensazione è quella di essere tornata indietro di parecchi anni,si umetta le labbra «non ti trattengo oltre» sorride ancora «ti auguro una buona giornata» andrebbe a dire ancora quasi a voler fuggire da lui questa volta e nonostante inizialmente stesse andando nella stessa direzione del ragazzo, ora andrebbe ad incamminarsi nella direzione opposta, passandogli vicino, quasi a volersi lasciar trascinare dalla folla. Il problema di questa ragazza è sempre stato e sarà sempre il passato, ci sguazza dentro come se fosse nelle sabbie mobili, più si agita e più vi affonda, e più affonda più si agita.









