A casa mia le cose si sono sviluppate in altezza con gli anni.
Andarsene via di nuovo ormai è un’abitudine che non regala più nemmeno il brio dell’avventura.
Andarsene via di nuovo è un verbo necessario e ogni volta che torno misuro il tempo in centimetri o in metri come facevo da piccolo assieme a mio padre. Io invece, in altezza ormai non cresco più, al massimo cresco in profondità o in ampiezza(?).
Dalla casa in campagna che mi ha accompagnato sin da bambino, il mio cervello si proietta alla città che mi ospita ormai da qualche anno (ma che sembra un po’ arrugginita) e poi si lancia oltre il mare per arrivare a Madrid, dove rimangono congelati i rumori e le follie e l’anarchia e le abitudini e l’entropia di tutto un anno passato a smaltire una sbornia lunga diversi anni. Andarsene via di nuovo, ormai è quasi fisiologico, tornare, invece, assomiglia sempre più al tentativo di ricacciare indietro la realtà tagliente che è ovunque, tranne qui, dove le cose continuano ad andare verso l’alto, incuranti di altre direzioni.